Faceva propaganda per l’Isis su TikTok e aveva contatti con terroristi, il caso della ragazzina di Ragusa finita in comunità per terrorismo
Una diciassettenne albanese residente in provincia di Ragusa e appartenente a una famiglia ben inserita nella realtà cittadina, è indagata per i reati di auto-addestramento e di apologia con finalità di terrorismo anche internazionale. Come riporta Adnkronos, su decisione del Tribunale per i minorenni di Catania la giovane è stata trasferita in una comunità per minori. Condivideva sui social, soprattutto su TikTok, contenuti di matrice jihadista, oltre a immagini e video, probabilmente generati con l’IA, che inneggiavano al radicalismo violento e all’antisemitismo. Intratteneva inoltre contatti con sedicenti membri dello Stato islamico e con utenti che promuovevano azioni terroristiche, mentre nei suoi dispositivi elettronici sono stati trovati manuali per la fabbricazione “home made” di esplosivi.
Le indagini che hanno portato al sequestro del dispositivo elettronico
Dalle indagini, affidate alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione su segnalazione dell’Intelligence, e condotte anche in ambito scolastico è affiorato un quadro di progressiva radicalizzazione, con la minorenne che negli ultimi tempi aveva ridotto le sue frequentazioni alle sole compagne di classe di fede islamica. Lo scorso maggio, poi, è scattata la perquisizione. L’ analisi del dispositivo sequestrato in quell’occasione ha confermato la fascinazione della giovane per la narrativa e la propaganda dello Stato islamico, con richiami alla simbologia dell’estrema destra, e la condivisione di materiale legato al radicalismo violento e all’antisemitismo.
Cosa è emerso dall’analisi del dispositivo elettronico
Nel dispositivo sono stati inoltre trovati video di propaganda che ritraggono note esecuzioni sommarie di prigionieri, manuali di auto-addestramento e per la fabbricazione di “homemade explosives” (ordigni artigianali) oltre ai video della violenta aggressione avvenuta lo scorso marzo all’istituto “Leonardo da Vinci” di Trescore Balneario (Bergamo), durante la quale una docente di francese era stata colpita al collo da un fendente inferto da un suo studente tredicenne. Proprio quest’ultimo elemento, come riporta l’Adnkronos, avrebbe avuto un peso rilevante nella decisione dei giudici di applicare la misura restrittiva. La giovane si trova adesso in una comunità per minori, mentre spetterà alla magistratura accertarne le responsabilità.

