«L’Ue è passata dalla dipendenza dal gas russo a quello Usa»
L’Europa è passata dalla dipendenza dal gas russo a quello Usa. Mentre dovrebbe essere indipendente dal punto di vista energetico. A dirlo è stata la ministra svedese dell’Energia Ebba Busch all’arrivo al Consiglio Energia Ue a Lussemburgo. Dove si svolgerà un primo confronto politico sulla proposta della Commissione europea per ridurre gli oneri di rete e il costo delle bollette. Le discussioni sono in salita, con una decina di paesi che hanno sollevato preoccupazioni sull’intervento per garantire all’elettricità un regime fiscale più favorevole rispetto al gas.
La crisi energetica
«Siamo alla seconda crisi energetica in quattro anni. E mi preoccupa molto che, a questo punto, dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina, ci limitiamo ancora a spostare la nostra dipendenza», ha detto Bush. «Stiamo cioè mancando l’obiettivo di rendere l’Unione Europea indipendente sul piano energetico, e stiamo passando dalla dipendenza dal gas russo a quella dal gas americano».
E ancora: «Considerato il coinvolgimento statunitense attorno allo Stretto di Hormuz, si è rivelato uno scambio problematico, a dir poco. Ora seguiamo ovviamente con grandissima attenzione il rialzo dei prezzi del gas, e i picchi che vediamo ci preoccupano. Tutto questo dimostra ancora una volta che gli obiettivi 2030 dovrebbero concentrarsi sull’essere liberi dai fossili. Sentiamo le discussioni sull’Ets: non sarà quella la soluzione di lungo periodo per l’Unione europea», ha poi proseguito definendo il dibattito sull’Ets «disperato».
Il regime fiscale di elettricità e gas
E aggiungendo che la via da seguire per l’Unione Europea «è la piena indipendenza energetica e dai combustibili fossili». Intanto è iniziata a Lussemburgo la discussione sulla misura proposta dalla Commissione lo scorso luglio nel quadro del pacchetto di revisione delle tariffe di rete per ridurre i costi dell’energia. Diverse capitali – tra cui Svezia, Finlandia, Polonia, Lettonia e Repubblica Ceca – spingono per eliminare l’intervento, contestando in particolare la base giuridica scelta da Bruxelles, che consentirebbe di adottare la disposizione a maggioranza qualificata in quanto misura accessoria alla revisione delle tariffe di rete. Evitando così l’unanimità normalmente richiesta per le decisioni in materia fiscale.
Il prezzo del petrolio
I servizi giuridici del Consiglio Ue hanno definito la proposta di Bruxelles legale dal punto di vista procedurale. Ma resta il nodo politico, che potrebbe spingere Palazzo Berlaymont a ritirarla nel caso in cui l’opposizione dovesse allargarsi ancora. Sul tavolo dei ministri anche la situazione del mercato energetico e l’impennata dei prezzi legata alla crisi in Medio Oriente, nonché gli obiettivi energetici del quadro climatico post-2030.

