La Svezia non ha abbandonato i vaccini a mRNA per «gravi preoccupazioni per la salute»
Circola la notizia secondo cui la Svezia sarebbe diventata «la prima nazione al mondo» ad abbandonare i vaccini a mRNA per «gravi preoccupazioni per la salute». La fonte da cui parte il rilancio, The People’s Voice, è un sito noto per la frequente diffusione di notizie false. La “notizia” è stata condivisa anche da account Facebook italiani, spesso in modo acritico, e strizza l’occhio ai lettori No vax. Un fondo di verità c’è, ma il motivo attribuito alla Svezia non è documentato da nessuna delle fonti che abbiamo consultato.
Il caso
Chi condivide la notizia riporta questa didascalia. «La Svezia diventa la prima nazione al mondo ad abbandonare ufficialmente i vaccini genici a mRNA, citando “gravi preoccupazioni per la salute”». Alcuni aggiungono commenti critici verso il governo italiano, su cui questa verifica non si pronuncia.

Cosa ha deciso davvero la Svezia
Il 21 aprile 2026 Sanofi ha annunciato con un comunicato di essere stata scelta come fornitrice nella gara nazionale per il vaccino anti-Covid della campagna 2027/2028, destinato a persone dai 12 anni in su. La gara è stata condotta da Adda per conto delle regioni svedesi ed è la prima volta che il Paese procede con una gara nazionale propria, invece di usare i contratti europei stipulati durante la pandemia. Il prodotto scelto è Nuvaxovid. Secondo Sanofi, la Svezia è la prima al mondo ad aver acquistato soltanto un vaccino proteico.
Nuvaxovid non è un vaccino a mRNA
Secondo la documentazione dell’Agenzia europea per i medicinali, contiene la proteina spike di SARS-CoV-2, prodotta con la tecnologia del DNA ricombinante in cellule di insetto, ed è abbinato all’adiuvante Matrix-M, ricavato da un estratto della pianta Quillaja saponaria. In pratica l’organismo riceve già pronta una parte del virus su cui allenare il sistema immunitario, invece di produrla da sé come avviene con i vaccini a mRNA.
Che cosa c’è di vero e cosa non risulta
Secondo Läkemedelsvärlden, testata svedese di settore, Nuvaxovid è stato acquistato come unico vaccino anti-Covid per la stagione 2027/2028. Di fatto, quindi, da quella stagione la campagna nazionale non prevede più vaccini a mRNA. È il nucleo reale su cui è stata costruita la narrazione.
Nessuna delle fonti consultate attribuisce la scelta a problemi di sicurezza dei vaccini a mRNA. Nel comunicato, Sanofi parla di una tecnologia nota e di vantaggi pratici del prodotto, come la siringa preriempita e la conservazione in frigorifero, ma sono parole del produttore, che è parte in causa. L’unica cautela sanitaria di cui parlano le fonti svedesi riguarda proprio il vaccino scelto. Secondo Läkemedelsvärlden, l’autorità sanitaria svedese (Folkhälsomyndigheten) sconsiglia Nuvaxovid sotto i 30 anni per il rischio di miocardite e pericardite. Ulrika Marking, infettivologa dell’agenzia, ha spiegato al giornale che quel sospetto «non è più attuale come prima», che la raccomandazione sarà modificata e che l’uso ampio del vaccino acquistato non è previsto prima dell’autunno 2027.
Le presunte fonti
Del caso si è occupato l’immunologo olandese Marc Veldhoen su Substack. Analizza l’articolo olandese da cui deriva anche The People’s Voice e che, secondo lui, ha trasformato una decisione di approvvigionamento in un rifiuto scientifico e politico dell’mRNA. Veldhoen descrive l’autore della fonte primaria, lo Stichting Artsen Collectief, come un collettivo anti-vax olandese che si presenta come un collettivo di medici.
Va precisato che Veldhoen scrive di un vaccino diverso da quello indicato dal produttore. Cita VidPrevtyn Beta, mentre il comunicato Sanofi parla di Nuvaxovid. Secondo la scheda dell’EMA, l’autorizzazione di VidPrevtyn Beta è stata ritirata. Veldhoen scrive inoltre che la Svezia avrebbe aggiunto un’opzione proteica, mentre le fonti svedesi indicano che per la stagione 2027/2028 il vaccino proteico sarà l’unico acquistato. Resta valido il suo punto centrale. Nessuna delle fonti svedesi citate dall’articolo olandese afferma che i vaccini a mRNA siano pericolosi o debbano essere ritirati.
In questa matrioska di richiami a presunte fonti arriviamo a una review citata dal collettivo olandese, che tra i firmatari principali ha Harald Walach. Lo avevamo incontrato quando ci siamo occupati dello “studio tedesco” sulle presunte contaminazioni di «DNA estraneo» nei vaccini Covid. Walach è anche tra gli autori di uno studio sulla presunta pericolosità dei vaccini anti-Covid, ritrattato perché basato su dati non verificati, e di un altro lavoro secondo cui le mascherine espongono i bambini a troppa anidride carbonica.
Non è però il curriculum degli autori a fare la differenza. Come osserva Veldhoen, una recensione con centinaia di riferimenti può impressionare, ma «l’affidabilità scientifica non è determinata dalle pagine utilizzate o dal numero di citazioni». Dipende dalla qualità delle prove citate. Secondo l’immunologo, la review presenta meccanismi biologici plausibili e singoli casi clinici come se dimostrassero un danno diffuso, trascurando i grandi studi epidemiologici.
Conclusioni
Non risulta alcuna decisione del governo svedese o delle sue autorità sanitarie di vietare o ritirare i vaccini a mRNA per «gravi preoccupazioni per la salute». Nell’aprile 2026 la Svezia ha concluso la sua prima gara nazionale per il vaccino anti-Covid della stagione 2027/2028 e ha scelto come unico prodotto Nuvaxovid di Sanofi, un vaccino proteico e non a mRNA. Di fatto, dal 2027 l’acquisto nazionale non prevede più vaccini a mRNA, ma nelle fonti consultate non emerge alcun legame tra questa scelta e la sicurezza di quei vaccini.
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