Rimini, 40 ragazzini devastano la scuola media nella notte di Halloween: estintori svuotati nei corridoi, laboratori e finestre distrutte
Un gruppo di circa 40 ragazzini, tra gli 11 e i 16 anni, avrebbe fatto irruzione nella scuola media Pazzini di Villa Verucchio, in provincia di Rimini, durante la notte di Halloween, lasciandosi alle spalle una lunga scia di danni. Secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, gli adolescenti avrebbero forzato gli ingressi principali dell’istituto per poi devastare diversi ambienti scolastici. Il laboratorio di scienze è stato distrutto, alcune vetrate sono state infrante, gli estintori svuotati e all’interno dell’edificio sarebbero stati appiccati anche dei fuochi. I vandali avrebbero poi sradicato alcuni alberi piantati di recente nel cortile della scuola e danneggiato le telecamere di videosorveglianza, presumibilmente nel tentativo di evitare di essere identificati. Sull’accaduto indagano i carabinieri, che stanno esaminando anche le registrazioni degli impianti di sorveglianza presenti nelle aree circostanti.
L’ira del Comune: «Ogni gesto ha delle conseguenze»
Durissima la reazione del Comune di Verucchio, che ha condannato l’accaduto e annunciato interventi per ripristinare la sicurezza e la funzionalità degli spazi scolastici. «Quanto accaduto nella notte di Halloween all’interno delle scuole medie è un fatto gravissimo e inaccettabile», si legge in una nota dell’amministrazione, che sottolinea come la distruzione di finestre, laboratori e arredi «non è una bravata né un semplice atto di vandalismo, è un gesto che colpisce un bene pubblico, un luogo di crescita, educazione e futuro per tutta la nostra comunità». Il Comune ha quindi rivolto un appello ai ragazzi e alle loro famiglie. «Il divertimento non può mai trasformarsi in distruzione e ogni gesto ha delle conseguenze», ha avvertito. «Non possiamo limitarci a riparare ciò che è stato distrutto. Dobbiamo interrogarci tutti su come educare al rispetto, alla responsabilità e al valore delle cose che appartengono a un’intera comunità».

