Sapienza, Antonio Carcaterra è il nuovo rettore
È Antonio Carcaterra il nuovo rettore della Sapienza di Roma. Il professore di Meccanica applicata alle macchine ha vinto il ballottaggio, con 2.690 voti ponderati, superando Fabio Lucidi, docente di Psicometria e prorettore uscente, che si è fermato a 1.318. Guiderà l’università per i prossimi sei anni, fino al 2032, prendendo il posto di Antonella Polimeni, in carica dal 2020. Il risultato è arrivato venerdì 30 ottobre, dopo quasi un mese di votazioni e tre turni consecutivi in cui nessuno dei candidati era riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta.
Alle urne, aperte dal 27 al 30 ottobre, hanno votato 5.590 persone su 7.495 aventi diritto, pari al 74,6%, secondo i dati diffusi dalla Sapienza alle 12.20 di venerdì. A scegliere il successore di Polimeni sono stati professori e ricercatori, personale tecnico-amministrativo, rappresentanti degli studenti e degli assegnisti di ricerca.
I dettagli dello scrutinio
Carcaterra ha ottenuto 1.920 preferenze tra i docenti, contro le 1.050 dello sfidante. Netto il vantaggio anche tra il personale tecnico-amministrativo, con 1.476 voti contro 616, e tra i rappresentanti degli studenti e degli assegnisti di ricerca, con 304 preferenze contro 71.
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Dai cinque candidati al ballottaggio
All’inizio erano in cinque. Il primo turno, dal 6 al 9 ottobre, si era chiuso con Fabio Lucidi in testa, con 1.176 voti ponderati. Alle sue spalle Pierpaolo D’Urso, professore di Statistica e preside della facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione, con 1.025 preferenze. Antonio Carcaterra era arrivato soltanto quarto, con circa 750 voti. Poi i primi ritiri. Il 12 ottobre Maria Sabrina Sarto, docente di Elettrotecnica e unica donna in corsa, aveva deciso di fare un passo indietro. La seconda votazione, dal 13 al 16 ottobre, non aveva prodotto un vincitore. Il 19 ottobre era stato il turno di Riccardo Faccini, professore di Fisica, che aveva lasciato la competizione annunciando il proprio sostegno a Carcaterra.
Alla terza tornata, conclusa il 23 ottobre, gli equilibri erano cambiati. Carcaterra era balzato al primo posto con 1.584 voti, superando Lucidi, fermo a 1.305, e D’Urso, che ne aveva raccolti 1.267. Nessuno, però, aveva raggiunto la soglia necessaria per essere eletto. La corsa al rettorato si era così trasformata in una sfida a due, con Carcaterra e Lucidi al ballottaggio del 27-30 ottobre.
Dopo 18 anni finisce la stagione dei rettori medici
Con questa elezione si chiude anche una stagione durata 18 anni. Dal 2008 la Sapienza è stata guidata da tre rettori provenienti dall’area medica: Luigi Frati, rimasto in carica fino al 2014, Eugenio Gaudio, che gli è succeduto fino al 2020, e Antonella Polimeni, prima donna eletta alla guida dell’università. Un ciclo che si interrompe con l’arrivo di un docente di un’altra disciplina. Carcaterra proviene dall’Ingegneria, mentre Lucidi insegna Psicometria nella facoltà di Medicina e Psicologia.
Le sfide per il nuovo rettore
Il nuovo rettore eredita un’università che conta 126.898 studenti. Tra le questioni da affrontare ci sono gli spazi per la didattica, il diritto allo studio e i finanziamenti alla ricerca. Ma anche la gestione di una macchina amministrativa complessa, uno dei temi centrali della campagna elettorale. Il nuovo rettore, Antonio Carcaterra ha puntato sulla riorganizzazione dell’ateneo, a partire dalla semplificazione del sistema di deleghe, che conta oltre 50 figure tra prorettori e delegati. Tra le sue proposte c’è anche l’«Agorà», uno spazio permanente di confronto tra i diversi organi universitari. Sul fronte della ricerca, entrambi hanno indicato la necessità di trovare finanziamenti anche oltre i fondi statali, rafforzando il Grant Office per aiutare i ricercatori ad accedere ai bandi europei e internazionali.
Fabio Lucidi, come aveva raccontato a Open, aveva invece proposto di ridurre la burocrazia e accelerare la digitalizzazione attraverso una cabina di regia dedicata. Nel suo programma anche una revisione dei criteri per il reclutamento del personale, il rafforzamento dei servizi agli studenti, la manutenzione delle strutture universitarie e la trasformazione del Policlinico Umberto I in un «moderno ospedale monoblocco».

