I due sedicenni incriminati per l’incendio al liceo di Nantes
Due ragazzi di 16 anni sono stati ufficialmente accusati di aver appiccato lo scorso primo ottobre un incendio al liceo Nelson Mandela di Nantes, dove studiavano. Ad annunciarlo è stata la procura. I due ragazzi sono attualmente posti sotto sorveglianza giudiziaria. Uno di loro si trova in un centro di recupero scolastico.
La custodia cautelare
La procura, che aveva richiesto la custodia cautelare per entrambi gli studenti, ha annunciato che presenterà ricorso contro la decisione dei giudici. I due ragazzi sono stati arrestati martedì 3 novembre insieme a un terzo studente, la cui custodia è stata revocata in quanto non è stato possibile accertare il suo coinvolgimento. I due minorenni accusati hanno ammesso «alcuni dei fatti», ha dichiarato il procuratore Antoine Leroy.
L’incendio
L’atrio dell’istituto era stato distrutto da un incendio doloso durante una giornata di proteste studentesche un mese fa. Quel giorno, intorno alle 7:00 del mattino, «diversi giovani incappucciati hanno posizionato bidoni della spazzatura e arredi urbani davanti al cancello d’ingresso della scuola superiore e li hanno incendiati, alcuni usando bombolette spray per proiettare le fiamme», ha ricordato il procuratore. «Sono stati lanciati colpi di mortaio anche contro il cancello della scuola, che era completamente bloccato da un cumulo di rifiuti», ha aggiunto il magistrato.
Le accuse
L’incendio si è propagato all’ingresso e al tetto, «mandando in frantumi le finestre e danneggiando i pannelli solari, la mensa e diverse stanze del dormitorio», dove alloggiavano gli studenti in quel momento, secondo il procuratore. Anche alcune aule sono state distrutte. Il giorno seguente, gli investigatori hanno notato la presenza di diversi bidoni della spazzatura «vicino al punto di innesco» e «l’uso di acceleranti liquidi e a base di petrolio».
I tre studenti del liceo sono stati arrestati con l’accusa di «partecipazione a un gruppo formatosi con l’intento di commettere atti di violenza contro persone o distruggere proprietà durante una manifestazione pubblica», «distruzione di proprietà con mezzi pericolosi per le persone durante una manifestazione pubblica» e «distruzione/danneggiamento organizzato di proprietà con mezzi pericolosi per le persone».
Le pene e i danni
L’ultima accusa prevede una pena detentiva fino a 20 anni. Il costo dei lavori di riparazione del liceo è stato stimato in circa 4 milioni di euro, secondo il Consiglio regionale, che prevede una riapertura parziale il 16 novembre.

