«Santi, feccia, vogliamo la tua testa!»: così il crac di una banca in Paraguay ha inguaiato il presidente
Da volto della nuova generazione del partito dominante nel paese a statista sotto minaccia di impeachment per i legami con una banca diventata insolvente. È la parabola di Santiago Peña, oggi tecnicamente ancora presidente del Paraguay ma dimissionario per lo scandalo della banca Ueno, finita sotto l’amministrazione controllata della Banca Centrale del Paraguay e con 3 milioni di cittadini (la metà della popolazione totale) con i conti correnti bloccati. E mentre la Bcp annuncia rimborsi selettivi ai correntisti migliaia di persone vanno davanti al Parlamento ad Asunción per chiedere la condanna del presidente: «Santi, feccia, vogliamo la tua testa!».
La banca Ueno e il presidente
Nonostante l’annuncio delle dimissioni Peña rimane tecnicamente a capo dello Stato paraguaiano, poiché il Parlamento non è riuscito – per mancanza del numero legale – a votare sull’accettazione o il rifiuto delle sue dimissioni. Il leader 47enne è tuttavia oggetto di una procedura di destituzione, approvata dai deputati, che a partire da venerdì dovrà essere esaminata dal Senato. Ha perso il sostegno del Partito Colorado e del suo mentore, l’ex presidente Horacio Cartes (2013-2018). Peña era stato eletto facilmente nel 2023, all’età di 44 anni – diventando il più giovane presidente nella storia del Paese – con il 42,7% dei voti contro il 27,5% ottenuto dal suo rivale di centro-sinistra.
L’economista
Con un passato nella Banca Centrale del Paraguay e nel Fondo Monetario Internazionale, oltre a un’esperienza come ministro delle Finanze, Peña si dichiarava in sintonia con la «società conservatrice» paraguaiana e vicino alla vita dei cittadini. Con un sorriso affabile e tratti giovanili, citava spesso la sua precoce paternità, avvenuta a 17 anni, come un fattore determinante che lo spinse a studiare duramente, a iniziare presto a lavorare. Sul piano sociale, sosteneva di condividere i valori tradizionali e cristiani della famiglia. Per questo si opponeva al matrimonio egualitario e all’aborto.
Tra Milei e Trump
Come l’ultraliberista argentino Javier Milei, il presidente Peña si è schierato al fianco dell’omologo statunitense Donald Trump in occasione del vertice «Scudo delle Americhe», volto a lanciare una coalizione per “sradicare i cartelli”. Come gli Usa, il Paraguay ha stabilito la propria ambasciata in Israele a Gerusalemme. Prima della presidenza e fino al 2025 ha detenuto quote in una holding proprietaria della banca Ueno. «Una banca che cresceva a una velocità che nessuna banca sana può registrare», ha sintetizzato con Afp Mauricio Espinola, uno dei deputati dell’opposizione promotori della procedura di destituzione. Santiago Peña «ha tradito il Paese per denaro», ha accusato Oscar Salomon, senatore del partito al governo.
Il crac e i rimborsi
Intanto la Banca centrale del Paraguay (Bcp) ha avviato il pagamento delle garanzie ai depositanti di Ueno Bank, istituto sottoposto a procedura di risoluzione. La prima fase riguarda i correntisti che soddisfano contemporaneamente tre requisiti: avere depositi non superiori a 10 milioni di guaraní (circa 1.450 euro), non avere debiti con la banca e disporre di un conto attivo presso un altro istituto bancario o finanziario del Paese. Chi possiede risparmi complessivi entro questa soglia riceverà l’intero importo depositato.
La risoluzione della banca
Il Bcp ha precisato che le notifiche individuali ai beneficiari sono iniziate giovedì 5 novembre, attraverso comunicazioni inviate via e-mail, con l’indicazione della banca presso cui ricevere il denaro. Gli accrediti partiranno entro 24 ore dalla comunicazione e l’intera procedura relativa a questa prima fase dovrà concludersi entro cinque giorni lavorativi, riferisce il quotidiano paraguaiano Abc Color.
Chi possiede già un conto presso un’altra banca o finanziaria riceverà l’accredito su quello con il maggiore saldo disponibile. Per chi non dispone di altri rapporti bancari sarà invece aperto un conto di risparmio presso un istituto assegnato dalla Banca centrale. L’anticipo della garanzia potrà raggiungere 40 salari minimi, pari a 121,76 milioni di guaraní (circa 17.700 euro) per depositante, al netto degli eventuali debiti scaduti. La copertura complessiva prevista dal Fondo di garanzia dei depositi arriva invece a 75 salari minimi, equivalenti a 228,3 milioni di guaraní (circa 33.200 euro).
La folla
«La mia famiglia si è ritrovata senza soldi, non abbiamo contanti. Santi (Peña) è un delinquente, deve andare in prigione!», ha dichiarato all’Afp, tra la folla, Andres Maldonado, uno studente di 21 anni. «Rubare è un reato solo per i poveri», «Non è che mancano i soldi, è che ci sono troppi ladri»: si leggeva su alcuni cartelli, accompagnati da slogan come «Santi, feccia, vogliamo la tua testa!». All’interno dell’edificio, nello stesso momento, una nuova sessione straordinaria – la terza della giornata – ha avviato l’iter per il procedimento di destituzione. Il processo, che sarà condotto dal Senato, dovrebbe iniziare oggi venerdì 6 novembre alle 10:00 ora locale (13:00 GMT).
Le dimissioni
In Parlamento, le dimissioni di Peña sono state al centro di un acceso dibattito. Se i parlamentari dovessero accettarle, il capo dello Stato manterrebbe «la propria immunità, acquisendo lo status di senatore a vita», spiega ancora a France Presse il costituzionalista Alcibiades Gonzalez Delvalle, evitando così un procedimento di destituzione richiesto da molti deputati. «Voglio chiedere perdono al popolo se, a un certo punto, ho mancato ai miei doveri. Non ho mai avuto l’intenzione di tradire la fiducia che avete riposto in me», si è difeso il presidente Peña nel suo messaggio di dimissioni.
Se venisse effettivamente destituito al termine del processo davanti al Senato, si aprirebbe la strada al suo vice, Pedro Alliana, 52 anni – anch’egli esponente del partito conservatore Colorado – per completare il mandato fino al 2028. Anche Alliana era stato oggetto di una richiesta di destituzione in seguito allo scandalo Ueno, ma in quel caso i deputati hanno votato contro l’avvio della procedura.

