Il foglio bianco della Brexit per ridurre l’immigrazione europea.

Nuove regole sull’immigrazione europea in Gran Bretagna per dopo l’uscita dall’Unione Europea

Dopo la Brexit i cittadini Ue non potranno più vivere e lavorare stabilmente nel Regno Unito senza aver ottenuto un visto. È quanto riportato nel foglio bianco pubblicato oggidal Governo sucome verrà regolata l'immigrazione europea dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, prevista per il 29marzo 2019. La libertà di varcare i confini del Regno Unito con il passaporto in mano spetterà soltanto a chi si tratterrà per meno di sei mesi per lavoro o per turismo. Chi vorrà rimanere più a lungo dovrà far domanda per ottenere un visto. Fino al 31 dicembre del 2020, potrà farlo anche dal Regno Unito.

I visti saranno limitati ad una durata di 12 mesi, non permettono l'accesso ai fondi pubblici e non riconoscono il diritto automatico al ricongiungimento famigliare. I cittadini europei attualmente residenti nel Regno Unito avranno quindi tempo finoal 1 gennaio 2021, termine del periodo di transizione, per ottenere la residenza permanente. Lo scopo è quello di ridurre l'immigrazione europea, mettendola sullo stesso piano dell'immigrazione da altreparti del mondo. In precedenza la Premier Theresa May aveva dichiarato che dopo la Brexiti cittadini europei non avrebbero potuto più 'saltare la coda' per entrare nel Regno Unito. Attualmente solo gli immigrati provenienti dai Paesi al di fuori dell'Unione Europea hanno l'obbligo del visto.

In un'intervista questa mattina ad un programma radiofonico della BBC il Ministro dell'Interno britannico Sajid Javidha dichiarato che la scelta della soglia di £30.000 per i visti a durata superiore di un anno non è ancora definitiva. Nel 'foglio bianco' arriva la conferma che la cifra non sarà stabilita prima della fine del prossimo anno. Secondo la ricostruzione dei media inglesi, rappresenta un'ennesimasconfitta per Theresa May che avrebbe voluto stabilire la soglia salariale da subito. Ad ostacolarlaalcuni membri del suo gabinetto.

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Il Ministro, lui stesso figlio di immigrati Pakistani, ha però rotto con l'ortodossia del partito conservatore che da tempo promette di portare l'immigrazione sotto la soglia dei 100.000 arrivi all'anno. Una promessa ribadita anche da Theresa May nel manifesto elettorale del 2017. Secondo le più recenti stime dell'Office for National Statistics (l'Istatbritannica) l'immigrazione è ferma aquota 273.000. Durante la campagna referendaria l'uscita dall'Unione Europea è stata regolarmente presentata dagli schieramenti pro-Brexit come una panacea per risolvere definitivamente il 'problema dell'immigrazione', una strategia che, secondo vari sondaggi, ha trovato riscontro nel voto.

Il testo che accompagna l'introduzione del foglio bianco pubblicato dal governo recita: "Quando il popolo Britannico ha votato per uscire dall'Unione Europea nel 2016 hanno mandato un chiaro messaggio a chi li governava….riprendersi il controllo delle frontiere. Mentre ci prepariamo a lasciare l'Unione Europea, la libertà di movimento finirà. Per la prima volta in decenni, saranno i rappresentanti democraticamente eletti dal popolo a selezionare chi potrà varcare le nostre frontiere." L'immigrazione europea in Gran Bretagna starebbe però calando già da tempo. Secondo un rapporto del sito di ricerca di lavoro Indeed, lecandidaturedi lavoro inGran Bretagnadall'Europa sono già diminuite del 14% rispetto al 2015.