Salvini: se non c’è l’accordo politico sulla TAV faremo un referendum

Il vicepremier risponde così alle domande sui contrasti nel governo sull’Alta Velocità

Matteo Salvini sembrerebbe avere le idee chiare: se sulla Tav non riesce a decidere il governo, deciderà il popolo tramite un referendum (al quale il ministro dice che voterebbe sì). 

Salvini risponde alle domande dei cronisti a Milano, mentre a Torino il capogruppo della Lega Riccardo Molinari è tra i 30.000 manifestanti Sì Tav. Alla manifestazione sono presenti anche rappresentati di Forza Italia (Gelmini) e Partito Democratico (Martina), insieme a Chiamparino e Toti, governatori del Piemonte e della Liguria.

Assenti i 5 stelle, che salvo qualche tentennamento negli ultimi mesi sono di nuovo dichiaratamente No Tav; a fugare ogni dubbio sono arrivati gli interventi di Alessandro Di Battista e Beppe Grillo. Nonostante il contrasto evidente di opinioni in seno alla coalizione, Di Maio non esprime preoccupazione: «C’è un contratto di governo» ha dichiarato il ministro del Lavoro da Porto Torres «Nessuno toglie il diritto a Lega e M5S di poter manifestare il proprio pensiero». 

Ma cosa dice il contratto? “Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”. Una dicitura vaga, perché entrambi i partiti non vogliono deludere il proprio elettorato: quella del no convinto alle grandi opere, fondamentale al Movimento 5 Stelle, e quella del Sì agli investimenti per l’Italia settentrionale, cruciale per la Lega.

Il referendum rappresenta uno strumento persuperare lo stallo senza costringere nessuno dei due partiti a mutare la propria posizione pubblica- la risposta, e le conseguenze della risposta, sarebbero volontà popolare.