Irlanda del Nord, autobomba esplode a Londonderry. Paura per il ritorno del terrorismo

Il ministro degli Affari esteri, Simon Coveney, ha scritto su twitter che «non c’è giustificazione possibile per questi atti». A ciò si aggiunge la tensione e l’incertezza legata alla Brexit

Una bomba è esplosa dentro un’auto parcheggiata all’esterno del tribunale di Londonderry (vicino a Bishop Street), nell’Irlanda del Nord. Secondo quanto riportato dalla BBC, la polizia aveva ricevuto una telefonata di avvertimento poco prima della deflagrazione, avvenuta. alle 20.15 del 19 gennaio, e aveva fatto sgomberare l’edificio. Nessuno è rimasto ferito.

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Il sindaco di Derry-Londonderry, John Boyle ha condannato questo «terribile atto di violenza» che colpisce «al cuore la città». Secondo la polizia locale, nella zona ci sarebbe un’altra auto sospetta. Su Twitter ha invitato i cittadini a stare lontani dalla zona dell’esplosione.

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Numerosi politici locali hanno commentato questo episodio, legandolo al pericolo terrorismo vista la storia recente del Paese (gli attentati degli anni 70, gli scontri fratricidi in Ulster e l’accordo «del Venerdì Santo» firmato nel 1998 tra il governo britannico e quello irlandese). Il ministro degli Affari esteri della Repubblica d’Irlanda, Simon Coveney, ha scritto su Twitter che «non c’è giustificazione possibile per questi atti di terrorismo» .

A questo si aggiunge la tensione e l’incertezza legata alla Brexit: con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea (prevista per il 29 marzo) tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda, potrebbero tornare in vigore i controlli alla frontiera.

Su questo non ci sono certezze al momento: secondo l’accordo di backstop, stipulato da Londra e Bruxelles nella prima fase dei negoziati, ci potrebbe essere invece un’unione doganale di emergenza tra Irlanda e Irlanda del Nord in caso di un mancato accordo formale tra Unione europea e Regno Unito dopo il 29 marzo (quindi nessuna dogana alla frontiera con l’Irlanda e controllo solo per le merci dirette in Scozia, Galles e Inghilterra).

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