Cosa sta succedendo in Venezuela?

Mike Pence incita l’opposizione e Maduro rivede i rapporti con gli Stati Uniti. Dalla crisi economica all’esodo di milioni di venezuelani, ecco cosa sta succedendo in Venezuela

Dal 2014il Venezuela si trova ad affrontare una profonda crisi economica e politica. Milioni di venezuelani hanno lasciato il Paese dirigendosi al confine della vicina Colombia per sfuggire alla stagnazione economica e all’instabilità di un Paese dove la povertà è in aumento.

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ANSA|Nicolas Maduro

In vista delle proteste previste in tutto il Paese il 23 gennaio, il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha avviato una revisione dei rapporti con gli Stati Uniti dopo il video messaggio del vicepresidente americano Mike Pence, in cui ha manifestato«l’incondizionato supporto degli Stati Uniti al popolo venezuelano che farà sentire la sua voce per rivendicare la libertà». Pence ha definito Maduro un dittatore senza un legittimo diritto a governare. Il Presidente venezuelanoha interpretato queste parole come un tentativo da parte dell’amministrazione Trump di incoraggiare un colpo di stato.

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ANSA|Mike Pence

Uno degli uomini chiave dell’opposizione, il Presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaido, ha invitato i cittadini a protestare pacificamente contro Maduro il 23 gennaio, una data simbolica per la politica venezuelana che segna l’anniversario della caduta del precedente dittatore, Marco Pérez Jimenez, nel 1958.

Ma come siamo arrivati a questo punto? Ripercorriamo le tappe che hanno portato il Venezuela a una profonda crisi.

L’economia

Uno dei maggiori problemi del Venezuela è l’iperinflazione, ovveroil costo dei beni, dal cibo alle bollette,cheha avuto un'impennata verso l'alto a fronte di uncalo nel valore della moneta.

Il Venezuelapossiede la più grande riserva di petrolio al mondo. Tuttavia, l’eccessiva dipendenza proprio dal petrolio, che costituisce circa il 95% delle entrate da esportazioni, ha lasciato il Paese vulnerabile al crollo dei prezzi nel 2014. Il Venezuela si è quindi trovato ad affrontare un deficit di moneta estera, che ha reso difficile l’importazione di beni.

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ANSA|

Il governo ha cercato di mettere un freno alla caduta dell’economia stampando più moneta e aumentando il salario minimo, in un tentativo di riguadagnare popolarità tra le classi più basse. Una mossa che tuttaviaha portato a un deprezzamento sempre più rapido della moneta. In questa situazione, per il governo è difficile ottenere investimenti stranieri non allettati da un rischio di perdite troppo elevato.

La situazione politica

Le proteste che hanno caratterizzato il Venezuela negli ultimi anni sono state in maggior parte dirette contro il governo socialista al potere dal 1999 di Hugo Chávez prima e Nicolas Maduro poi. Le politiche di Chávez per combattere la disuguaglianza nel Paese hanno avuto un effetto negativo proprio sulle classi meno abbienti della società venezuelana. Il controllo dei prezzi per rendere l’acquisto dei beni primari più accessibili ha portato aun crollo della produzione, avendo reso per i pochi uomini d’affari venezuelani poco profittevole la produzione di tali beni.

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Manifestanti in favore di Maduro|

Per altri, il problema risiede in un’opposizione ostile e l’eccessiva interferenza americana e della vicina Colombia. Secondo alcuni le sanzioni americane avrebbero impedito al governo di arginare il debito pubblico.

Nonostante la crisi, i programmi di welfare sociale hanno accontentato molte persone, le quali ritengono la situazione migliore rispetto al periodo precedente a Maduro. Ed è proprio grazie a questi fedelissimi, al supporto di larga parte delle classi medio-basse che Maduro è stato riconfermato al governo nelle elezioni del 2018. Tuttavia, il voto è stato boicottato dall’opposizione mentre ad altri gruppi è stato impedito di prendervi parte.

L’opposizione è stata rappresentata principalmente dal Tavolo dell’Unità Democratica (MUD), una coalizione di diversi partiti di centro-destra e di centro-sinistra.

L’emigrazione

Dopo l’inizio della crisi nel 2014, secondo le Nazioni Unite, 3 milioni di venezuelani hanno lasciato il Paese, dando vita a una delle più grande emigrazioni di massa nell’emisfero occidentale.

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ANSA|Campo profughi di venezuelani in Brasile

La Colombia, con più di un milione di migranti, ospita il maggior numero di esuli venezuelani. Seguita dal Perù, con mezzo milione, l’Ecuador con più di 220.000, l’Argentina 130.000 e il Cile e Brasile con 100.000 e 85.000. Anche la Spagna ha una numerosa comunità di immigrati venezuelani arrivati dopo la crisi che ammontano a circa 200.000.