Le famiglie con bimbi che erano al Cara resteranno a Castelnuovo di Porto

di Redazione

Le famiglie della zona stanno «facendo a gara per prendersi a casa il compagno di classe o di squadra del figlio» racconta a Open Vania di Meo, segretaria del sindaco del comune

«Le famiglie con bimbi che vivevano nel Centro richiedenti asilo resteranno nella zona di Castelnuovo di Porto, grazie all'accoglienza diffusa». Lo ha annunciato Riccardo Travaglini, sindaco della cittadina alle porte di Roma. Parliamo di 4 o 5 famiglie in tutto, che saranno ospitate dagli abitanti del paese, disposti ad aprire le porte di casa per permettere ai bambini di continuare a frequentare la scuola. «È la prima volta che succede in Italia – ha detto il sindaco – Siamo molto soddisfatti».

Le famiglie della zona stanno «facendo a gara per prendersi a casa il compagno di classe o di squadra del figlio» racconta a Open Vania di Meo, segretaria del sindaco di Castelnuovo di Porto. Oltre alle famiglie, il comune fa sapere che sta lavorando affinché i ragazzi «che più erano integrati con il tessuto di Castelnuovo possano rimanere». Certo, ammette Di Meo, «se avessimo avuto più tempo avremmo potuto fare le cose meglio e con una portata maggiore». 

Le famiglie con bimbi che erano al Cara resteranno a Castelnuovo di Porto foto 1

Nei giorni scorsi, il ministero degli Interni ha deciso di chiudere il Centro richiedenti asilo di Castelnuovo, il secondo più grande d'Italia. Il sindaco ha accusato il Viminale di essere intervenuto senza alcun preavviso: da quel momento i migranti sono stati trasferiti a gruppi in altre regioni, come l'Emilia Romagna dove entro la sera del 26 gennaio dovrebbero arrivare una cinquantina di persone. Alcuni ospiti del centro – secondo l'associazione che gestiva il Cara – sono finiti in strada senza alcuna assistenza.  La chiusura del Cara di Castelnuovo ha sollevato varie polemiche: una di queste riguardava proprio il brusco distacco dei bambini scolarizzati dal luogo in cui avevano iniziato ad integrarsi.

Restano ora al Cara circa 200 persone, dice a Open Roberto Rotondo della cooperativa Auxilium che gestisce il centro, tra cui 16 titolari di protezione umanitaria o richiedenti asilo. Per loro è stato istituito un «task force» di servizi sociali, regione e comune, che sta vagliando le offerte di alloggio che sono arrivate da tutte le regioni d'Italia, spiega Vania di Meo, «Oggi si stanno ultimando i sopralluoghi presso le abitazioni e colloqui individuali con i rifugiati e richiedenti asilo per capire le loro esigenze».