Sea Watch, vietata la navigazione. La delegazione Pd lascia la nave: «Siamo indagati»

Impossibile finora far sbarcare i minorenni a bordo, come invece aveva chiesto la procura dei minori di Catania. Il governo chiede la confisca dell’imbarcazione. Orfini e Martina a bordo. 

La Capitaneria di porto di Siracusa ha vietato la navigazione a mezzo miglio dalla Sea Watch 3, che è ancora ferma a largo di Siracusa a pochi chilometri dalle coste italiane. L’ordinanza, emessa il 27 gennaio e valida a partire dal 28 gennaio vieta anche l’ancoraggio e la sosta con qualunque unità «non espressamente autorizzata».

Un modo per impedire che altre imbarcazioni la raggiungano, dopo il caso del gommone con a bordo tre parlamentari il 27 gennaio. Una decisione che però non ha fermato il Partito Democratico: l’ex segretario Maurizio Martina e il presidente del partito Matteo Orfini sono saliti a bordo della Sea Watch 3.

Alle ore 18, secondo quanto riferito a Open, i parlamentari PD si trovavano ancora a bordo della nave. Il presidente del PD Matteo Orfini, rientrato dalla nave ha dichiarato: «I campi in Libia sono un inferno che non finisce mai, ci hanno detto i migranti sulla Sea Watch. Io e Maurizio Martina siamo appena rientrati in porto. Ora stiamo facendo l’elezione di domicilio perché a quanto pare siamo indagati per essere saliti sulla nave».

Intanto una Commissione parlamentare di inchiesta sulle stragi di migranti nel mar Mediterraneo é stata proposta dal gruppo del Pd alla Camera, primo firmatario il presidente Graziano Delrio.

Scopo dell’organismo «individuare le cause principali e secondarie dei naufragi in quest’area – si legge nel testo – anche accertando la tempestività e le modalità di soccorso in mare, il rispetto delle leggi e delle Convenzioni internazionali in materia di diritti umani fondamentali, e l’eventuale violazione di tali diritti».

Impossibile finora fare sbarcare i minorenni a bordo, come invece aveva chiesto la procura dei minori di Catania. Il governo auspica il sequestro dell’imbarcazione (che spetta alla magistratura) e il ministro dell’Interno Matteo Salvini torna a ribadire: «Non ci sono né donne né bambini».

Il garante per l’infanzia del Comune di Siracusa, Carla Trombino, ha presentato al Tribunale dei minorenni di Catania un ricorso d’urgenza per lo sbarco e l’assegnazione a un centro specializzato dei 13 minorenni a bordo della Sea Watch.

La richiesta è stata depositata dall’avvocato Rosa Emanuela Lo Faro ed è motivata con «i maltrattamenti e le torture»che i minorenni hanno subito in Libia. Il legale ha chiesto anche l’intervento dell’autorità marittima per dichiarare l’emergenza medica per i minori.

La procura di Siracusa dovrà decidere se avviare l’ispezione sulla nave per verificare le condizioni di salute dei migranti: in caso di «emergenza sanitaria», scatteranno i sigilli. Al momento, il comandante dell’imbarcazione non è indagato per i suoi spostamenti in mare: la procura ha aperto un’inchiesta come atto dovuto «a modello 45», cioè senza ipotesi di reato né indagati in cui vengono acquisiti atti di indagini.

Tra questi anche la relazione sul mancato attracco della nave in Tunisia per un eventuale sbarco in sicurezza. La Guardia di Finanza starebbe lavorando a un’informativa sull’equipaggio della Sea Watch. Intanto la Sea Watch Italia, attraverso il suo profilo Twitter, ha reso nota la conversazione avuta con l’Olanda per la richiesta di attracco in un porto sicuro (POR).

Dopo la visita sulla nave di tre deputati appartenenti a forze diverse (e la polemica interna a Forza Italia per la presenza della deputata siracusana Stefania Prestigiacomo) anche il Pd ha preso una posizione. Con un post su Facebook Graziano Delrio ha spiegato che i dem organizzeranno una staffetta per garantire una presenza costante sulla Sea Watch chiederanno una commissione d’inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo.

Il portale Vesselfinder.com permette di vedere in diretta la posizione in cui si trovano le navi nei mari del mondo. Sea Watch 3, ha come destinazione: For Orders, in attesa di ordine. Il Movimento 5 Stelle ha scelto la televisione per chiarire la sua posizione.

Nel pomeriggio di domenica 27 gennaio Alessandro di Battista a Domenica Live su Canale 5 ha spiegato: «Per me dovrebbero sbarcare, tanto prima o poi sbarcheranno. Poi dovrebbero essere accuditi, e fatti con partire un aereo di linea verso Amsterdam».

Nel suo intervento ha parlato anche dello scenario internazionale, citando il ruolo dell’Europa: «Fino a che non ci sarà un incidente diplomatico l’Ue, che se ne frega dell’Italia, non si assumerà le proprie responsabilità».

Anche Luigi Di Maio, capo politico del Movimento, è sulla stessa linea. Nella trasmissione Non è l’arena di Massimo Giletti ha ribadito anche lui che la soluzione migliore è accogliere i migranti ma poi mandarli in Olanda: «Il governo italiano è impegnato in queste ore a produrre con le autorità tutte le informazioni con la magistratura affinché si possa sequestrare l’imbarcazione».

«Siamo anche impegnati a far arrivare in Olanda queste persone. Io non sono per registrare coloro che sbarcano in Italia, se le registra il governo olandese. Se poi la nave non è olandese, il governo ce lo deve dire ma su questo sta avendo un atteggiamento ambiguo».

Matteo Salvini ribadisce la linea «dei porti chiusi». Prima del suo comizio nella piazza di Sulmona, ha postato sul suo profilo Instagram un video della Sea Watch, commentando: «I tg e la sinistra ci raccontano di mare in tempesta, di un freddo cane e di bambini a bordo… Come no, guardate voi!!! Io vedo uomini a torso nudo, mare calmo, cuffie e telefonini… Non cambio idea: in Italia si arriva rispettando le regole, altrimenti STOP».

Ma all’interno del centrodestra il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, prende le distanze dai leghisti e sui 47 migranti dice: «Io li farei senza dubbio sbarcare».

Intanto su Twitter, attraverso le parole dellaportavoce italiana dell’organizzazione Giorgia Linardi, SeaWatch fa sapere: «L’Olanda ha detto a Sea Watch che avrebbe valutato se la Tunisia poteva essere un porto rifugio. L’Olanda ha quindi richiesto alle autorità tunisine di verificare questa possibilità ma non ha mai ricevuto risposta a questa richiesta. E Sea Watch non ha mai avuto risposta».

«Avendo provato ad essere la persona che è stata nel mare dell’indifferenza sono molto sensibile a quella nave che non trova attracco, allora non erano solo i nazisti tutto il mondo a rimanere indifferente. Mi piacerebbe molto fare domande al ministro dell’Interno e sentire da lui le risposte». Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre arrivando alla consegna delle Medaglie d’onore della Presidenza della Repubblica a Milano.

AgenziaVista / Alexander Jakhnagiev