«Purl», l’ultimo corto della Pixar parla di donne e discriminazione sul lavoro

È il primo prodotto dell’incubatore di talenti «Sparkshorts», con il quale lo studio di animazione vuole promuovere progetti sperimentali e opere prime 

La protagonista dell'ultimo corto della Pixar si chiama Purl, un gomitolo di lana rosa che sta per iniziare un nuovo lavoro, in un contesto dominato da figure maschili. È un cartone animato in 3D, ma affronta tematiche dure e molto reali: mobbing, discriminazione e paura del diverso. Sono problemi che riguardano da vicino anche la Pixar: l'anno scorso dipendenti ed ex-dipendenti hanno denunciato un clima di «dilagante sessismo», messo in atto su tutti i livelli, perfino i più alti. In seguito alle accuse di molestie, John Lasseter, anima della Pixar, regista del primo e secondo Toy Story, ha lasciato gli studi di animazione della Disney, quelli della Pixar e il suo ruolo di direttore creativo di entrambi.

Il corto, che è stato distribuito direttamente online, è la prima creatura di Sparkshorts, la nuova divisione della Pixar che si occupa di trovare nuove voci, nuovi tecniche e nuovi processi. La creatrice e regista, Kristen Lester, ha voluto ripercorrere la sua esperienza nel campo dell'animazione, ancora largamente in mano maschile: «Al mio primo lavoro ero l'unica donna, per fare il lavoro che amo sono dovuta diventare "uno dei ragazzi". Alla Pixar, lavorando in team con altre donne, mi sono resa conto di quanto del mio essere femminile avevo sepolto e lasciato indietro».

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