Tav, con lo stop 50 mila posti in meno. L’asse Confindustria-Lega

Il presidente di Confindustria aveva liquidato il documento costi-benefici del governo con un lapidario: «Io l’analisi già l’ho fatta: ho dato un dato, a noi basta». Ma la cifra sui posti di lavoro persi arriva dall’area che potrebbe aver redatto il contro-dossier di Salvini

Realizzare la Tavgarantirebbe all’Italia, con i cantieri a regime,52.219 posti di lavoro in più. L’elaborazione del dato è stata realizzata da CLAS-PTS Groupsulle informazioni rilasciate daTELT. È a questi numeriche fariferimento il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia nella sua stoccata verso ilgoverno dopo cheè stata resa pubblical’analisi costi-benefici sulla Torino-Lione, uno studiorealizzatodal team guidato dal professor Ponti. Boccia era stato decisamente critico sui risultati dell’analisi che fermerebbero l’opera, sperando che il governo avesse«un’unica e grande priorità: l’occupazione, il lavoro». Il presidente di Confindustria ha motivato così la sua posizione: «L’apertura di questi cantieri a regime determina 50 mila posti di lavoro.Se per il governo questo basta… A noi basta come analisi costi-opportunità, in una fase delicata per l’economia, in cui va messo al centro il lavoro».

L’analisi CLAS-PTS

Il CLAS-PTS Groupè una società di consulenza che affiancaimprese, enti ed istituzioni. TELT (Tunnel EuralpinLyonTurin) è la società incarica della realizzazione della Tav. L’analisi è stata presentata a Torino nel settembre del 2018. I consulenti del Gruppo CLAS-PTS, coordinati dai professori della Bocconi Lanfranco Senn e Roberto Zucchetti, sono giunti a conclusioni molto diverse da quelle dell’analisi costi-benefici commissionata dal governo, almeno da quanto si legge nella sintesi divulgativa del testo intitolatoGli effetti macroeconomici della fase di costruzione dell’Asse ferroviario Torino Lione. CLAS-PTS, contattatatelefonicamente da Open, dichiara che non possono essere date ulteriori informazioni sul documento e che non èpossibile consultarne la versione integrale.

Tav, con lo stop 50 mila posti in meno. L'asse Confindustria-Lega foto 1

Il documento evidenzia come, per quanto riguarda l’occupazione attivata, la realizzazione del progetto richiederà complessivamente, negli 11 anni di lavoro previsti, l’impiego di 52 mila «unità di lavoro» italiane, cioè di addetti a tempo pieno. La tabella, in particolare, evidenzia,che il 76% degli addetti saràimpegnato in settori diversi dalle costruzioni. Si rileva inoltre che per ogni addetto italiano impegnato nei cantieri (impatto diretto nelle costruzioni), altri 10 addetti troveranno occupazione in Italia nelle restanti attività coinvolte in modo diretto, indiretto e indotto.

La Commissione governativa di Foietta

Il professor Roberto Zucchetti, docente di Metodologie di valutazione delle infrastrutture di trasporto alla Bocconi, è anche membro del pool di esperti guidato daPaolo Foietta, ilCommissariostraordinario del Governo per l’asse ferroviario Torino-Lione. Il 12 febbraioFoietta, da sempre schierato a favore dell’opera, ha definito il rapporto costi-benefici voluto dal governo «un’analisi truffa».

Tav, con lo stop 50 mila posti in meno. L'asse Confindustria-Lega foto 2

Il Quaderno 11

Nello scorso novembre Zucchetti e Foiettaavevano presentatopresso la Camera di Commercio di Torino,il Quaderno 11dell’Osservatorio: Contributi tecnici per una corretta valutazione economica degli interventi di adeguamento della linea ferroviaria Torino-Lione. Si tratta di un documento di 124 pagine, dalla definizione inequivocabile: in pratica, si tratta di una analisi costi-benefici alternativa. Fra gli esperti che hanno dato il loro contributo all’analisi troviamo ancorailprofessor Lanfranco Senn, docente di Economia e politica dei trasporti all’università Bocconi.

Il contro-dossier della Lega

Il 29 gennaio Matteo Salvini in un’intervista a La Stampa aveva dichiarato che sospendere la Tavsarebbe costato di più che ultimarla, un’affermazione in pieno contrasto con i risultati dell’analisi-costi benefici di Ponti. La posizione di Salvini sarebbe sostenuta da un contro-dossier sui costi dell’opera commissionatodalla Lega, elaborato da alcuni docenti della Bocconi escritto sulla base deidocumenti redatti dall’Osservatorio guidato da Paolo Foietta. Tutto fa pensare che si tratterebbe, se non propriamente dello stesso documento, di analisi dai contenuti affini a quelli a cui hanno collaborato i professori Zucchetti e Senn.

Tav, con lo stop 50 mila posti in meno. L'asse Confindustria-Lega foto 3

Insomma, nella giornata in cui l’analisi-costi benefici viene resa pubblica, il presidente di Confindustria dichiara che la Tavva portata a termine, pena la scomparsa dioltre 50 mila posti di lavoro. Questo dato deriva da un’analisi elaborata con la collaborazionediun gruppo di professori dell’università Bocconi che, contemporaneamente, sono esperti dell’Osservatorio governativo sulla Tav . Un gruppo di lavoro presieduto da Paolo Foietta, fra i maggiori sostenitori del completamento della Torino-Lione, che ha definito il documento voluto da Toninelli «un’analisi truffa».

Ma l’aspetto più curioso è che l’area da cui proviene il dato citato da Boccia siala stessa a cui si attribuisce il contro-dossier voluto da Salvini per caldeggiare il completamento dell’opera. Insomma, seil M5S può vantare una vittoria sull’alleato di governo, la partita sembra ancora aperta e la Lega trova in Confindustria un alleato. Un asse Lega-Confindustria chesi confermanelle posizioni sulla Tav, ma che domani potrebbe trovare ulteriori declinazioni.

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