Maduro chiude i confini e Guaidó li riapre: i due presidenti in lotta per gli aiuti umanitari

di OPEN

Per impedire l’entrata degli aiuti umanitari nel Paese il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha ordinato di chiudere il confine con il Brasile. Potrebbe fare altrettanto anche al confine con la Colombia, ma lo sfidante Juan Guaidó ha ordinato all’esercito di impedirglielo

In cima al documento si legge «Decreto numero 001». Col suo primo provvedimento, Juan Guaidó, il presidente a interim del Venezuela che ha ottenuto l'appoggio della maggioranza dei Paesi occidentali (ma non dell'Italia), ha assunto i poteri dell'esecutivo e ordinato alle forze armate nazionali di tenere aperte le frontiere e far entrare gli aiuti umanitari. Una sfida a Nicolas Maduro, che ha ordinato di bloccarli, chiudendo la frontiera venezuelana con il Brasile.

Sono tre i punti di "consegna" degli aiuti umanitari inviati dalla coalizione dei Paesi occidentali. Tra gli episodi più recenti, la consegna di medicinali, alimentari e prodotti igienici da parte di tre aerei dell'aeronautica militare americana partiti da una base in Florida a Cucuta, una città al confine con la Colombia, dove dovrebbe avere luogo il concerto benefico organizzato dal fondatore di Virgin, Richard Branson.

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Per adesso il confine con la Colombia resta aperto, anche se gli aiuti non riescono a entrare. Maduro li considera un cavallo di Troia per un intervento militare americano. Il presidente ha anche ordinato la chiusura dei collegamenti via aria e via mare con l'isola olandese di Curacao, il terzo punto di raccolta designato da Guaidó. 

Da un lato Maduro nega l'esistenza di una crisi umanitaria nel suo Paese, ma dall'altro ha stretto un'alleanza parallela con Russia e Cina per la possibile consegna di aiuti. Il punto debole di Guaidó è l'appoggio dell'esercito che per il momento rimane fedele a Maduro. Lo stesso esercito a cui Guaidó, con il suo decreto, ha ordinato di permettere l'ingresso degli aiuti umanitari nel Paese, di tenere aperto il confine con il Brasile e di mantenere i rapporti consolari con Curacao.

Nel decreto sono presenti sia una carezza – l'assicurazione che quando (e se) ci sarà la transizione a un regime democratico i militari che avranno rispettato la costituzione riceveranno benefici e garanzie – sia una minaccia. Quelli che non lo faranno riceveranno «il castigo dovuto». Nel frattempo, un convoglio di deputati dell'opposizione continua il suo viaggio in autobus verso la frontiera con la Colombia, nella speranza di sbloccare lo stallo, in modo pacifico.