Tav-immunità, Salvini smentisce il “baratto” con i 5 stelle: «Nessuno stop, il progetto si farà»

di Alessandro Parodi

Il vicepremier conferma la sua posizione a favore dell’opera, dopo che ieri era stato approvato l’emendamento congiunto Lega-M5S che avvia la revisione del progetto. Le imprese piemontesi sul piede di guerra. Salvini punterebbe a ridiscutere la Torino-Lione dopo le europee, quando probabilmente saranno cambiati i rapporti di forza interni al governo

La Tav si farà, dice Salvini. Dopo il voto di ieri sull'emendamento congiunto di M5S e Lega per il ridimensionamento del'opera, e i conseguenti dubbi sull'avvio delle gare d'appalto e il rischio di perdere 300 milioni di euro di fondi europei, il ministro dell'Interno ha detto di essere favorevole al completamento della Torino-Lione durante un'intervista al programma Mattino 5 :«Non c'è alcun blocco della Tav, c'è solo una revisione con l'obiettivo di portare a termine il progetto».

Ribadendo la posizione della Lega sull'Alta Velocità ha aggiunto: «Faccio e farò tutto il possibile perché la Tav si faccia, il progetto può essere rivisto e si possono risparmiare dei soldi, ma il treno inquina meno e costa meno delle auto». A chi gli faceva notare che al momento i cantieri sono fermi, ha risposto: «Erano già fermi e spero ripartano prima possibile». La formulazione del testo passato ieri alla Camera ricalca la dicitura del cosiddetto contratto di Governo: «con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia».

L'emendamento era stato però interpretato come una vittoria dei 5 Stelle e un sostanziale blocco della Tav. Le opposizioni, in particolare il Pd, avevano avanzato il sospetto che si trattasse di uno scambio fra gli alleati di Governo: lo stop al processo contro Salvini sul caso Diciotti, a fronte del blocco dell'Alta Velocità. Il ministro dell'Interno, d'altro canto, sembra voler tenere il punto. Nel frattempo, interpretando il testo votato ieri come un "no" definitivo all'opera, alcune organizzazioni imprenditoriali piemontesi hanno annunciato mobilitazioni contro lo stop alla Torino-Lione.

Un altro nodo da sciogliere sarà quello dei bandi di gara, che devono essere pubblicati entro i prossimi sei mesi: in caso contrario, si rischia l'azzeramento dei fondi europei. Secondo alcune indiscrezioni, per prendere una posizione definitiva Salvini punta ad aspettare gli esiti delle elezioni europee quando, stando ai sondaggi, i rapporti di forza Lega-5stelle dovrebbero essere ribaltati rispetto agli attuali equilibri parlamentari.

La prossima settimana il ministro dell'Interno incontrerà il presidente di Confindustria Boccia, che nei giorni scorsi era stato molto critico nei confronti della componente pentastellata del Governo e dell'analisi costi benefici del professor Ponti. Boccia aveva sostenuto che in base a dati in suo possesso lo stop alla Tav avrebbe messo a rischio 50.000 posti di lavoro