Tiziano Renzi e Laura Bovoli chiedono la revoca dei domiciliari. Il pm dice «no»

di Redazione

I genitori dell’ex premier sono stati interrogati dal gip del tribunale di Firenze. Sono ai domiciliari dal 18 febbraio scorso con le accuse di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni

Quasi tre ore di interrogatorio per lei, poco meno di due per lui. Tiziano e Laura Bovoli hanno chiesto la revoca degli arresti domiciliari, dove si trovano dal 18 febbraio scorso. I genitori dell'ex premier sono accusati di bancarotta fraudolenta per il fallimento di tre cooperative e di false fatturazioni. Insieme a loro, sono indagate altre tredici persone. Secondo il loro avvocato, Federico Bagattini, «l'esigenza della misura cautelare non sussiste». Tradotto: Tiziano Renzi e Laura Bovoli sarebbero stati messi ai domiciliari sebbene non ci fossero i presupposti per i quali in genere vengono richiesti – pericolosità dei soggetti, pericolo di reiterazione del reato, di fuga o di inquinamento delle prove. Il gip avrà cinque giorni per decidere, dopo aver ricevuto il parere del pubblico ministero.

Nel pomeriggio del 26 febbraio trapela il «no» alla revoca dei domiciliari da parte del pm. Secondo quanto appreso, la procura, pur avendo tempo fino a domani per esprimersi, ha già depositato il parere nella tarda mattinata di oggi. Ora il gip può decidere sull'istanza di revoca entro cinque giorni.

I genitori dell'ex premier avevano depositato una memoria difensiva nella quale sostenevano di essere due semplici pensionati: Tiziano Renzi ha dichiarato di essersi cancellato dall'elenco degli agenti di commercio, Laura Bovoli di essersi dimessa il 20 febbraio – due giorni dopo l'inizio dei domiciliari – dalla carica di amministratrice della Eventi 6 (la società di famiglia). Con questa mossa, i due coniugi vogliono dimostrare che non c'è alcun pericolo di reiterazione del reato. E che i domiciliari, di conseguenza, possono essere revocati.

All'uscita dall'interrogatorio, l'avvocato Bagattini ha risposto piccato anche a Matteo Renzi, che nei giorni scorsi – per difendere i genitori – aveva invitato tutti, politici e media, ad aspettare il processo, prima lanciare accuse: «Al senatore Matteo Renzi, con cui ho scambiato messaggi anche oggi, vorrei suggerire che c'è anche l'archiviazione».