Trovato morto in casa Keith Flint, l’anima dei Prodigy

Look trasgressivo e stile estremo. Aveva abbandonato la carriera di ballerino per diventare il frontman di una delle band pioniere dell’elettronica – punk. Aveva 49 anni

A soli 49 anni, Keith Flint, l’anima dei Prodigy, è morto nella sua casa dell’Essex a Brook Hill, Dunmow. Secondo la polizia, che ha dato la notizia, non si trattava di morte sospetta, ma poco fa è apparso un annuncio sul profilo Instagram della band: «Il nostro fratello Keith, si è suicidato», ha scritto Liam Howlett fondatore dei Prodigy e gestore dell'account ufficiale. In un comunicato stampa diffuso dai suoi compagni, Flint viene definito un «vero pioniere, un innovatore, una leggenda».

Chi era Keith Flint

Provocatorio ed estremo, Keith Flint ha trainato i Prodigy insieme all’amico e fondatore della band Liam Howlett fino alle vette delle classifiche inglesi ed internazionali. Nato a Redbridge, a Londra, da ragazzino si è trasferito a Braintree, nell'Essex dove ha conosciuto Howlett in un club della città e creato una delle più significative realtà elettroniche degli anni Novanta.

Una band dal volto punk capace di mescolare elettronica, rock, techno e drum&bass. Nato come ballerino del gruppo, Flint ha lasciato la breakdance per prendere il ruolo del frontman dei Prodigy e con il suo stile iconico ne è diventato l'immagine. Tra i brani più noti «Firestarter», «Breathe» e «Smack my bitch up».

The Prodigy – Smack My Bitch Up (Live)

 

The Prodigy – Firestarter