POLITICA :

Vertice Tav: dopo sei ore di confronto tecnico e politico, le posizioni restano distanti

di Felice Florio
Vertice Tav: dopo sei ore di confronto tecnico e politico, le posizioni restano distanti

Minuto per minuto, tutto quello che è successo durante il vertice sull’alta velocità. Nessun accordo, ma la decisione deve essere presa entro venerdì 8 marzo, prima che partano i bandi di gara. La Lega pensa a un referendum o al voto in parlamento per sbloccare lo stallo, il Movimento 5 Stelle non vuole rinunciare alla sua battaglia identitaria. Intanto, da Bruxelles, la Commissione europea avverte: a rischio 800 milioni di euro per l’Italia

Non sono bastate sei ore per arrivare a un accordo sulla Tav. La speranza di Conte di concludere il vertice con una certezza sul da farsi si è trasformata in quel «continuare a oltranza» paventato prima dell'inizio. Anche la risposta perentoria di Salvini ai cronisti che gli chiedevano un sì o un no sulla Tav non ha trovato risposta: «Oggi non esiste il forse», aveva detto. L'unica linea comune raggiunta riguarda la richiesta da presentare alla Francia: un incontro per chiarire i criteri di finanziamento.

Nella giornata, è arrivata la notizia che la Commissione europea avrebbe pronta una lettera per l'Italia, ricordandole il rischio di perdere 800 milioni di euro se l'opera fosse bloccata. Sul tavolo di Palazzo Chigi si è parlato anche della proposta del sindaco di Venaus, un tunnel lungo 15 km da scavare dove c'è già il traforo del Frejus. Per il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino «Si tratta di una carnevalata». Mentre la Lega vorrebbe ricorrere al referendum popolare o al voto in parlamento per uscire dallo stallo, il senatore 5 Stelle Alberto Airola ha messo in guardia gli alleati: «L'irruenza salviniana sul tema potrebbe segnare la caduta di questo governo»

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Da sinistra, Luigi Di Maio, Jean-Claude Juncker e Matteo Salvini 

Ore 2.20 - Le posizioni di Lega e Movimento 5 Stelle restano distanti. Secondo quanto trapelato nella serata, Matteo Salvini è convinto che i bandi di gara non vadano bloccati: stando agli accordi siglati, lunedì 11 marzo la Telt, la società italo-francese alla quale è stata commissionata la realizzazione della Tav, dovrebbe dare il via alle gare. Se la Lega spinge per un referendum o un voto in parlamento, i 5 Stelle non intendono rinunciare a una delle battaglie identitarie del Movimento: "No Tav".

Ore 2.10 - Il governo chiederà un incontro bilaterale alla Francia. Da fonti interne alla maggioranza, l'esecutivo vorrebbe ridiscutere con Parigi i criteri di finanziamento dell'alta velocità Torino-Lione. Ma si tratta solo di un primo round tra Lega e 5 Stelle: gli alleati di governo non avrebbero trovato un accordo sui temi più caldi. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma alcuni membri della Lega hanno comunicato all'Ansa che non è stata presa una decisione sui bandi di gara per la Tav: l'esecutivo attenderebbe valutazioni da esperti di diritto internazionale.

Ore 2.00 - Il vertice sulla Tav è terminato: Giuseppe Conte, Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli stanno lasciando Palazzo Chigi insieme ai sottosegretari. Il confronto politico è durato meno di due ore, quello tecnico, iniziato poco dopo le 19:30, è finito a mezzanotte.

Ore 1.30 - Sono passate quasi sei ore dall'inizio del vertice, due da quando i tecnici sono usciti da Palazzo Chigi lasciando al centro del tavolo le questioni politiche. Nessun aggiornamento e divieto assoluto di parlare con i media. Lega e Movimento 5 Stelle sembrano non voler abbandonare le proprie posizioni: il partito di Salvini è forte del crescente consenso politico e dei risultati alle elezioni in Abruzzo e Sardegna, Di Maio sa bene che sul tema dell'alta velocità si gioca il futuro del Movimento. Se non si riuscirà a trovare il compromesso invocato da Conte, la Tav potrebbe diventare il capolinea del governo.

Video di Agenzia Vista

Ore 0.00 - Termina a mezzanotte la prima parte del vertice di Palazzo Chigi sulla Tav. Analizzati i tecnicismi del dossier, si entra nella fase politica. I tecnici hanno lasciato la sede del governo. Hanno ricevuto indicazioni di non parlare con la stampa. Uno di loro, senza fermarsi, ha detto: «Non vi dico neanche il mio nome». Adesso bisogna affrontare la questione più delicata: «L'irruenza salviniana sul tema potrebbe segnare la caduta di questo governo», ha avvertito il senatore 5 Stelle Alberto Airola.

Ore 23.55 - Il gruppo "politico" è composto dai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Presenti anche il ministro Toninelli e il viceministro leghista Edoardo Rixi. A Palazzo Chigi ci sono inoltre il sottosegretario della Lega Armando Siri, il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli e il presidente della commissione Trasporti di Palazzo Madama Mauro Coltorti. Il vertice è presieduto dal premier Giuseppe Conte.

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Mauro Coltorti all'ingresso di Palazzo Chigi, il 6 marzo, per il vertice sulla Tav

Ore 23.45 - Fitto il numero di tecnici seduti al tavolo di Palazzo Chigi: sono dieci, cinque convocati dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e cinque dai sottosegretari della Lega. Si tratta di Gaetano Marzulli, Alberto Chiavelli, Paolo Beria, Pasquale Pucciariello, Luigi Navone, Francesco Parola, Ginio Ferretti, Alberto Petroni, Carlo Vaghi, Pierluigi Coppola. Quest'ultimo, del gruppo della Lega, è stato l'unico membro della commissione per l'analisi costi-benefici a essersi rifiutato di firmare le conclusioni dell'indagine. I loro nomi sono stati comunicati dall'Ansa. Com'era stato già annunciato, è assente Marco Ponti, il presidente della commissione che ha condotto la discussa analisi costi-benefici sulla Tav.

Ore 23.00 – Sono passate più di tre ore dall'inizio del vertice per trovare un accordo sulla Tav. Da Palazzo Chigi, alcune fonti dell'esecutivo hanno detto all'Ansa che è ancora in corso la discussione tecnica sull'alta velocità. Nessun segnale sulla piega che sta prendendo la discussione: sembrerebbe che né Lega né Movimento 5 Stelle vogliano concedere qualcosa all'alleato di governo. Il vertice dovrebbe durare ancora a lungo, visto che oltre al dossier devono essere affrontati anche i risvolti politici dell'eventuale decisione. Si fa più probabile l'opzione paventata dal premier Conte di proseguire «a oltranza fino a venerdì 8 marzo».

Ore 21.30 – «Raddoppiare un tunnel del 1871 con costi simili alla tratta italiana del tunnel di base si commenta da sé. La smettano con questa insopportabile manfrina e decidano». Così su twitter Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, mentre a Palazzo Chigi si sta svolgendo il vertice. Il governatore chiede da tempo il superamento dell'impasse sulla Torino-Lione. Il nuovo segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, subito dopo l'investitura, ha voluto incontrare Chiamparino per discutere della Tav: «La mia prima mossa da segretario sarà simbolica e importante: andrò a visitare i cantieri della Tav».

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Ore 20.45 – L'Ansa riporta le dichiarazioni di Nilo Durbiano, sindaco di Venaus, sulla sua idea di mini-Tav: «È una proposta politica in grado di soddisfare tutti. Questo progetto ridurrebbe di almeno la metà i costi e accorcerebbe anche i tempi di realizzazione». Rispetto alla galleria ferroviaria storica del Frejus, inaugurata nel 1871, il rifacimento del tunnel proposto dal team del sindaco avrebbe un ingresso un po' più valle a Bardonecchia, in alta Val di Susa. «Questa proposta alternativa – aggiunge Durbiano – avrebbe tutte le caratteristiche compatibili con l'alta velocità e con l'alta capacità. Porterebbe un risparmio di miliardi, chiudendo questo lungo periodo caratterizzato da polemiche spesso sterili».

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In giornata Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, è stato molto duro nei confronti del governo sul caso Tav: «L'Italia sta commettendo un errore gravissimo». Il 5 marzo, invece, c'è stato un colloquio telefonico tra Matteo Salvini e il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen. Il tema centrale della conversazione è stato la Tav. Intanto a Bruxelles sarebbe pronta una nuova lettera per ricordare all'Italia che un eventuale "No" all'alta velocità comporterebbe una violazione dei regolamenti Ue del 2013 e una perdita di 800 milioni di euro già erogati al Paese.

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Matteo Salvini entra a Palazzo Chigi per il vertice sulla Tav la sera del 6 marzo

Ore 20.15 – È sul tavolo del vertice il progetto alternativo avanzato dal sindaco di Venaus, comune di mille abitanti in Val Cenischia, vicinissima alla Val di Susa. La proposta prevede degli adeguamenti al traforo ferroviario già esistente, lo storico Frejus. Questa procedura richiederebbe la costruzione di una nuova galleria di 15 km, al posto del maxi-tunnel da 57,5 km previsto nel progetto attuale della Torino-Lione.

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Presentazione dello scavo del versante francese a Saint Martin La Porte del 21 Luglio 2016 

Secondo alcune fonti, Matteo Salvini, nel pomeriggio, avrebbe convocato nel suo ministero alcuni tecnici e sottosegretari per analizzare insieme il dossier. A quanto si apprende dall'Ansa, avrebbero partecipato alla riunione pre-vertice i sottosegretari Giancarlo Giorgetti, Edoardo Rixi, Armando Siri e il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari.

Video di Agenzia Vista

Ore 19.45 – Mentre lascia Montecitorio per raggiungere Palazzo Chigi, Luigi Di Maio, atteso al vertice sulla Tav, non ha voluto anticipare nulla sul confronto con la Lega, il premier Conte e Lega. «Concentriamoci sui 45 mila che hanno presentato la domanda per il reddito di cittadinanza. Un numero al di sopra delle aspettative», ha detto alla stampa. Intanto il gruppo leghista già entrato a Palazzo Chigi si è detto favorevole «alla via parlamentare o alla consultazione dei cittadini per una soluzione positiva per il Paese».

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Il cantiere della Tav di Saint-Martin La Porte, in Francia, il 27 agosto 2015

Ore 19.30 – Hanno fatto il loro ingresso i partecipanti della Lega. Alcune fonti del partito hanno detto all'Ansa di partecipare all'incontro di stasera «con spirito costruttivo e di confronto. Sì alla Tav, ma siamo disponibili a modifiche del progetto purché non sia tradito il suo spirito iniziale». Entrando a Palazzo Chigi, Matteo Salvini, ai giornalisti che gli chiedevano se questa sera ci sarà un sì o un no, ha risposto: «Oggi non esiste il forse». Si va verso la decisione finale e la Lega sembra non voler rinunciare all'opera. «Costa di più non farla che farla», ha ribadito Salvini, «Il treno è più sicuro, costa meno e inquina meno, su questo non c'è nessuno che mi possa far cambiare idea».

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Giuseppe Conte, al termine del vertice di governo del 5 marzo, ha detto: «Siamo in dirittura d'arrivo»

Inizia in anticipo il vertice a Palazzo Chigi sulla Tav, in programma per le 20:30: è cominciato un'ora prima del previsto. Dopo l'ennesimo rinvio, Giuseppe Conte si aspetta un accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle già in serata: «Se non ce la facciamo continueremo ad oltranza». La decisione finale deve arrivare entro venerdì 8 marzo. Al tavolo, oltre al presidente del Consiglio, presenti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e i tecnici che hanno seguito il dossier. La Lega si era detta disposta ad accettare il compromesso di una mini-Tav, Ma Toninelli e Conte hanno respinto le precedenti proposte su una versione più breve dell'alta velocità.

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«La Lione-Torino è per oggi o per domani? Mentre il governo italiano è sul punto di prendere una decisione cruciale sull'avvenire della Lione-Torino, condividete al massimo per esprimere un grande "Sì" a favore dell'Ecologia, dell'occupazione, dell'Europa! #SITAV». Il Comité Transalpine Lyon-Turin ha lanciato un tweet per invitare gli utenti a condividere l'hashtag per scongiurare lo stop dei cantieri.