Arrestato il leader romano di Forza Nuova per l’aggressione dei giornalisti de l’Espresso

Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli (esponente dell’organizzazione neofascista Avanguardia Nazionale) sono ai domiciliari da questa mattina. Per il magistrato i due arrestati hanno mostrato una «spiccata capacità delinquenziale, del tutto incuranti delle conseguenze che ne potevano derivare»

Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova e Vincenzo Nardulli, esponente dell'organizzazione neofascista Avanguardia Nazionale sono da questa mattina agli arresti domiciliari. Sarebbero tra i responsabili dell'aggressione a un cronista e a un fotografo del settimanale l'Espresso avvenuta al cimitero del Verano lo scorso 7 gennaio mentre documentavano la celebrazione per l'anniversario dei morti di Acca Larentia (nel 1978).

Il giudice delle indagini preliminari ha «condiviso integralmente la richiesta di misura avanzata dal pm, che appare estremamente dettagliata riguardo alla ricostruzione dei fatti». Secondo gli investigatori i due giornalisti erano stati accerchiati e aggrediti.

Uno di loro avrebbe anche ricevuto minacce di morte nel tentativo di impossessarsi del materiale sequestrato. In un video pubblicato sul sito del settimanale si vede la parte finale dell'aggressione: «Io ti sparo in testa», avevano detto i manifestanti di Forza Nuova al giornalista Federico Marconi.

Arrestato il leader romano di Forza Nuova per l'aggressione dei giornalisti de l'Espresso foto 1

Ansa/Riccardo Antimiani|Giuliano Castellino alla manifestazione a Roma del 27 ottobre 2018

Castellino e Nardulli sono accusati di rapina e lesioni aggravate

L’accusa per Castellino e Nardulli è rapina aggravata e lesioni aggravate. Per gli investigatori, i due hanno «operato in maniera spregiudicata, minacciando di morte e aggredendo violentemente chi osava intromettersi nelle loro iniziative nonostante si trattasse di una manifestazione pubblica che si svolgeva in luogo pubblico solo perché non gradivano che le persone offese documentassero l'evento».

Secondoil gip di Roma, Mara Mattioli «la persistenza nel proposito criminoso dimostrato dagli indagati appaiono sintomatici di personalità prepotenti, aggressive, incapaci di controllare gli impulsi e soprattutto privi di qualsivoglia remore così da ritenere sussistente un elemento, concreto e attuale pericolo di recidivanza di reati della stessa specie». Per il magistrato i due arrestati hanno mostrato una «spiccata capacità delinquenziale, del tutto incuranti delle conseguenze che ne potevano derivare».

Gli arrestati avevano contestato la ricostruzione fornita dai giornalisti de L'Espresso, e in una nota avevano sostenuto «di aver chiesto buona educazione e decenza a giornalisti con funzione da sciacalli, irrispettosi anche di cimiteri e momenti comunitari di ricordo di caduti, diventa un’aggressione».

Castellino era stato recentemente arrestato durante la protesta del movimento Roma ai Romani per impedire uno sgombero e protagonista di un'inchiesta su una presunta truffa ai danni della regione Lazio sui buoni per celiaci.