Giulia Bongiorno non si scusa per la parola «isterica»: «La riuserei fra virgolette»

In un’intervista al Corriere della Sera, la ministra della Pubblica amministrazione è tornata anche sul tweet in cui parlava di «donne isteriche»: «Quella parola non è mia. Ho citato i detrattori del ddl “codice rosso”»

«Non ho nulla di cui scusarmi, glielo dico col cuore. La parola "isterica" la riuserei, ma fra virgolette». Giulia Bongiorno non si pente.Dopo le critiche e le polemiche scatenate da un suo tweet,la ministra della Pubblica amministrazione si è giustificata dicendo che non ha fatto altro che citare i detrattori del Codice Rosso, il disegno di legge sulla violenza sulle donne in discussione in Parlamento.

«Quell'"isterica" – ha spiegato la ministrain un intervista al Corriere della Sera – non è mio. Moltissimi detrattori della norma codice rosso, nell'insistere sulla tesi secondo cui molte delle donne che denunciano una violenza in realtà non l'hanno subita, citano sempre quella parola: "E se è un'isterica?"».

La polemica era cominciatadurante un'intervista a SkyTg24, quando dall'account Twitter della ministra era partito questo tweet:«#CodiceRosso è una norma che prevede che quando una donna fa una denuncia per una violenza deve essere ascoltata entro 3 giorni dal pm o dalla pg. Così si può appurare immediatamente se si ha a che farecon un’isterica o con una donna in pericolo di vita, e in tal caso salvarla».

Il fatto che Bongiorno lo avesse rimosso poche ore dopo la pubblicazione aveva fatto pensare a un suo pentimento, che poi in realtà non c'è stato.Al tweet avevano reagito in molti:#isterica è diventato un trending topic su Twitter, donne e uomini hanno attaccato la ministra per l'uso di questo termine, offensivo e caduto in disuso dal 1980. La psicologa Barbara Collevecchi scrive «#isterica? È per questa teoria del secolo scorso che le donne vittime di violenza non sono credute».

Durante il panel organizzato dalle Donne Democratiche e daaltre associazioni contrarie al Congresso delle Famiglie di Verona, Lucia Annibali, deputata Pd il cui volto è stato sfregiato con l'acido su ordine dell’ ex-fidanzato, si è detta sconvolta che vengano «riesumate»parole come questa.

In un’intervista a Open, Enrico Zanalda, presidente della Società Italiana di Psichiatria, ha affermato che «il termine isterica è basato su una teoria senza fondamento che collega un disturbo della personalità ai movimenti dell'utero». La parola isteria deriva infatti dalla parola hustéra, che nell'antica Grecia indicava l'utero. Lo scrive anche Ippocrate nelCorpus Hippocraticum: l’utero sarebbe «la causa di tutte le malattie delle donne».

Nel colloquio col giornalista Tommaso Labate, Bongiorno ha rivendicato anche la propostadi castrazione chimica contro gli autori di violenza sessuale, precisando che avverrebbe atre condizioni: che il reo lo accetti, che ci sia il consenso informato, che il trattamento non sia irreversibile». Poi ha difeso il ministro dell'Interno Salvini con un'altra frase che, forse, farà discutere: in Italia, ha detto Bongiorno,«non c’è razzismo», tranne forse, quello contro Matteo Salvini.

«Molti – ha detto la ministra – pensano che Salvini sia un rozzo, ignorante, un cittadino di serie B, che ha usurpato il potere che ha. Non gli riconoscono le grandi doti che solo chi lo conosce dal vivo può vedere. Persona saggia, sa ponderare rischi e opportunità, molto rapido nel prendere le decisioni. Ecco, chi nega tutto questo un po' razzista nei confronti di Salvini lo è».