Il comune di Rimini vuole multare chi porta a scuola i figli non vaccinati

Fino a 100 euro al giorno per chi non rispetta l’obbligo scattato il 12 marzo scorso

Una multa dai 50 ai 100 euro al giorno per chi manda a scuola i figli non vaccinati. L'idea è del comune di Rimini, dove la comunità no-vax è molto radicata. E i risultati, fino a poco tempo fa, erano sotto gli occhi di tutti.

Nel 2014 la copertura per il vaccino Mpr (Morbillo, parotite, rosolia) era ferma al 77,6%, quasi 20 punti in meno rispetto alla soglia di sicurezza del 95%. Nel 2016 è aumentata fino all'82,3%, nel 2018 è arrivata all'88,3%.

I numeri relativi alla provincia di Rimini erano e restano inferiori alla soglia di sicurezza anche per quanto riguarda le altre vaccinazioni obbligatorie: la poliomelite, la difterite, il tetano, l'epatite B, la pertosse e l'emofilo. Ma gli sforzi compiuti dall'amministrazione sono evidenti e hanno già prodotto qualche risultato.

Il 12 marzo scorso è scaduto il termine per presentare i certificati vaccinali. I bambini da 0 a 6 anni che non si sono messi in regola sono stati espulsi; quelli più grandi, fino ai 16 anni, hanno rischiato e rischiano una multa fino a 500 euro.

A Rimini i bambini espulsi erano stati 28, ma altri – in tutto 22 – sarebbero riusciti a farla franca. Per loro potrebbe essere approvata un'ordinanza "ad personam" che prevede la sospensione e – come anticipato – una multa che va dai 50 ai 100 euro al giorno. 

Se Rimini fatica ancora un po' a risalire la china, la Regione Emilia Romagna, alla fine del 2018, ha raggiunto un traguardo importante: «Le coperture dei bambini nati nel 2016 per poliomielite, difterite e tetano hanno raggiunto il 95,7% – si legge sul sito -. L’epatite B è passata dal 92,7% del 2016 al 95,5%».

«Sempre a dicembre 2018 – si legge ancora - per i bimbi di due anni le coperture per l’emofilo B hanno raggiunto il 95,2% (erano al 92,2% nel 2016); per morbillo-parotite-rosolia il 93,5% (era all’87,2%), per la pertosse il 95,7% (dal 93,1 del 2016)».