MONDO :

Libia, Haftar respinto dalle forze governative a pochi chilometri da Tripoli

di Redazione

Continuano i combattimenti nella capitale libica, contro Haftar anche gruppi terroristici.  Bombardati anche centri di detenzione per migranti 

Le forze di Khalifa Haftar sono state respinte a Suani Ben Adem, a 25 chilometri da Tripoli. È quanto rende noto l'inviato dell'agenzia Ansa. Dall'inizio dei combattimenti in Libia, circa 100 persone sono morte, tra cui 28 sono bambini. Oltre 500 i feriti, di cui 200 bimbi. L'allarme è stato lanciato dal presidente dell'Associazione medici stranieri in Italia (Amsi) Foad Aodi, secondo il quale «oltre 1.000 bambini e minorenni siano stati utilizzati nei combattimenti e lo siano tuttora». 

Mentre secondo l'ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (Ocha) è di oltre 13.500 il numero degli sfollati dall'inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni. Circa 4 mila persone hanno lasciato le proprie case solo nelle ultime 24 ore. Tra i gruppi vulnerabili anche i migranti nei centri di detenzione, alcuni dei quali sono stati vittime di bombardamenti. La risposta umanitaria è ancora in fase di elaborazione. Circa 2.000 persone sono state già raggiunte con un pacchetto umanitario di base che include kit per l'igiene e razioni di cibo.

La Guerra civile

Dopo violenti scontri durati per tutta la notte, le forze del maresciallo ribelle Khalifa Haftar hanno sfondato il fronte a sud di Tripoli, conquistando el Azizia, a circa 50 km dalla capitale. Lo riferiscono all'agenzia Ansa fonti concordanti a Tripoli. I combattimenti ora si concentrano attorno a Suani ben Adem, a circa 25 km da Tripoli.

Lì la battaglia ha già ucciso 5 civili, tra i quali una donna incinta, e distrutto cinque abitazioni. Le forze di Haftar, dicono i testimoni, stanno sparando con artiglieria e razzi, coadiuvate da almeno un raid aereo. Le milizie governative oppongono una forte resistenza.

Secondo il sito di informazione Libya Alahar, l'aviazione di Haftar avrebbe colpito il campo militare di Bashir Alsaadawi, che ospita alcuni migranti. Non ci sarebbero però vittime. Haftar ha condotto un secondo raid aereo contro un compound delle forze fedeli al governo di unità nazionale nei pressi di Ain Zara, a 15 km a sudovest di Tripoli. I caccia non hanno però centrato l'obiettivo, colpendo una scuola elementare, oggi chiusa.

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Pochi giorni dopo che Haftar aveva iniziato la sua avanzata verso la capitale, vari gruppi militari e paramilitari si sono schierati contro di lui, complicando la sua conquista di Tripoli. Secondo il New York Times, si tratta anche di gang estremiste e di stampo terroristico, la cui presenza mette in discussione la posizione internazionale a sostegno di Serraj e contro Haftar. Anche l'ISIS ha rialzato la testa in Libia, fermando l'avanzata di Haftar nella città di Fuqaha. 

In un comunicato stampa, il General Ahmed Al-Mismari, il portavoce dell'Esercito Nazionale Libico, che dipende da Haftar, ha affermato che i gruppi terroristici sono finanziati dal tesoro nazionale a Tripoli. Secondo i fedeli al Generale ribelle, questi fondi proverrebbero da Khalid al-Mashri, il capo del Consiglio di Stato, e da Abdulsalam Kajman, membro del Consiglio Presidenziale di Serraj. 

La crisi umanitaria e i migranti

L'UNHCR, l'agenzia dell'ONU che si occupa dei rifugiati, ha rilasciato venerdì un comunicato in cui richiede alla Libia di rilasciare i rifugiati dai centri di detenzione dove sono rinchiusi. Molte di queste strutture si trovano infatti nel fuoco incrociato, in aree dove le forze di Haftar e quelle che sostengono Serraj si stanno affrontando. 

Dall'escalation del conflitto in Libia la settimana scorsa, più di 9.500 persone hanno dovuto abbandonare le loro case. L'UNHCR stima che ci siano 1.500 rifugiati e migranti intrappolati in centri di detenzione in zone di combattimento.

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