Il gatto di Assange è salvo, «si riunirà con il suo padrone in libertà»

La conferma arriva dalla pagina Twitter di Wikileaks in cui viene mostrato il felino davanti alla Tv mentre guarda la cattura del suo padrone

Dopo l'arresto di Julian Assange, in molti sui social si sono chiesti che fine avesse fatto il suo inseparabile gatto. Esule, suo malgrado, all'interno dell'ambasciata dell'Ecuador insieme al suo padrone, il micio con la cravatta era diventato celebre per quel suo malinconico affacciarsi dalla finestra e i suoi profili Twitter e Instagram avevano avuto grande successo.

Gli utenti ora possono stare tranquilli: il gatto di Assange è salvo. A renderlo noto su Twitter è il profilo di Wikileaks. «Possiamo confermare che il gatto di Assange è salvo. A metà Ottobre, Assange aveva chiesto ai suoi legali di metterlo in salvo dalle minacce dell'ambasciata», scrivono dal profilo di Wikileaks facendo riferimento al fatto che le tensioni tra il giornalista australiano e i diplomatici in parte erano causati proprio dalla presenza del felino nella struttura. «Si riunirà con il suo padrone in libertà», fanno sapere infine. 

https://twitter.com/statuses/1117144943666106368

Insieme al tweet le immagini del gatto che guarda in televisione la cattura del suo padrone. Prova, insomma, che il felino è vivo e sta bene. Il felino, di nome James, è stato regalato ad Assange nel 2016. Pare fosse una delle cause di tensione tra il giornalista australiano e l'ambasciata tanto che nel 2018 Assange sarebbero stato invitato a prendersi maggiore cura del gatto e prestare maggiore attenzione alla sua pulizia.