«La Libia abbandonò un barcone in mezzo al mare»: ecco gli audio dell’ultimo salvataggio della Mare Jonio

La ong Mediterranea ha pubblicato gli audio del salvataggio di 49 migranti avvenuto a metà marzo, da cui emergerebbero gravi errori e negligenze da parte delle autorità libiche

È il 18 marzo quando il centro di coordinamento dei soccorsi di Roma (Imrcc) riceve un allarme da un aereo della ong Mediterranea Saving Humans: un gommone carico di migranti è in pericolo in mezzo al mare. La macchina degli aiuti si mette in moto e la sala operativa di Roma contatta l’operational center libico.

La conversazione è confusa, l’ufficiale libico, un certo Mustafà, parla un inglese stentato. Sono le 13.25 e l’ufficiale italiano vuole assicurarsi che l’interlocutore abbia ricevuto le coordinate sull’imbarcazione da salvare. Serve un traduttore, passano diversi minuti prima che si riesca a comunicare con efficacia. Mustafà dice di essere già a conoscenza della presenza dell’imbarcazione.

La domanda da parte dell’ufficiale italiano è chiara: «Prendete voi il comando dell’operazione di salvataggio?». La risposta è confusa, il traduttore accenna a un timido sì, ma chiarisce che l’ufficiale libico ha già fatto partire due imbarcazioni per le operazioni di salvataggio sebbene non sappia dove si trovino in quel momento.

«La Libia abbandonò un barcone in mezzo al mare»: ecco gli audio dell'ultimo salvataggio della Mare Jonio foto 1
Zona di salvataggio libica
L’ufficiale italiano, non rassicurato dalla telefonata, decide quindi di mettersi in contatto con la nave della marina militare italiana “Capri”, ormeggiata a Tripoli nell’ambito dell’operazione Nauras. In teoria la nave dovrebbe svolgere soltanto una funzione di supporto alla Guardia costiera libica. Ma le cose non vanno proprio così.

La Guardia costiera italiana è convinta che a bordo della Capri ci sia Mustafà; il capitano li smentisce, assicurando però che salirà presto e che i libici prenderanno il controllo dell’operazione Sar. All’ufficiale italiano in collegamento da Roma serve però un’assunzione formale di responsabilità.

Alle 14.17 la Capri chiama Roma e manda un fax, su carta prestampata, con cui si dichiara che la guardia costiera libica ha assunto il controllo dell’operazione. Ma degli ufficiali libici – secondo la ong Mediterranea, che controlla la nave Mare Jonio – non c’è traccia. Né in quel momento, né nelle ore successive.

Alla fine i 49 migranti vengono messi in salvo dalla Mare Jonio quasi tre ore dopo l’allarme. Dopo quel salvataggio l’Ong è stata accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.