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L’atto vandalico contro la lapide in Bolognina non è contro la Resistenza

C’è chi collega l’atto vandalico alla lapide della «Svolta della Bolognina» ad un’azione contro i partigiani e la Resistenza, ma è bene spiegare come stanno le cose

Il 24 aprile 2019 l’account Twitter Rete Antifascista (@Italiantifa) pubblica la foto dei danni alla lapide della Bolognina in Piazza Unità a Bologna. Secondo l’account si tratta di un oltraggio «alla memoria dei partigiani che hanno versato il loro sangue per darvi la libertà» siccome «ricorda gli 11 partigiani fucilati dai nazifascisti nel 44 e si trova a piazza dell’Unità nel quartiere della Bolognina Guardate come l’hanno ridotta». Un gesto ignobile, in ogni caso, ma vediamo di capire di cosa stiamo parlando.

L'atto vandalico contro la lapide in Bolognina non è contro la Resistenza foto 1

La lapide riguarda la «Svolta della Bolognina», un evento politico avvenuto nel 1989 che portò in seguito allo scioglimento del Partito Comunista Italiano e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. Come accaduto nel 2016, è stato disegnato il simbolo comunista della falce e martello, un elemento che mette in dubbio che si tratti di un gesto contro i partigiani e la Resistenza contro il nazifascismo.

Nella stessa piazza è presente un’altra lapide – come riporta il fotografo Michele Lapini su Facebook – che, rispetto a quella vandalizzata, è dedicata esclusivamente alla Battaglia della Bolognina che vide le forze partigiane contro i nazisti e fascisti. Questa, al contrario di quella della «Svolta», è rimasta negli anni intatta. L’attacco, dunque, è riconducibile ad un atto politico contro Occhetto e lo scioglimento del Partito Comunista piuttosto che contro la Resistenza italiana.

L'atto vandalico contro la lapide in Bolognina non è contro la Resistenza foto 2

Michelelapini.net |Foto scattata da Michele Lapini

I testi e i significati

Per comprendere meglio la differenza possiamo riportare i testi delle due lapidi. Questo è quanto scritto in quella della «Svolta della Bolognina» vandalizzata di recente:

Il 12 novembre 1989, tre giorni dopo la caduta del Muro di Berlino
nel 45° anniversario della battaglia qui avvenuta,
Achille Occhetto annunciò il cambiamento politico
che prese il nome di “Svolta della Bolognina”.
La Germania, sconfitta dagli alleati contro il nazismo, smembrata
dalla Guerra Fredda, si riunificava senza ostacoli ed in pace,
anche grazie al rifiuto del Presidente sovietico
Michail Gorbačëv di usare la forza contro la volontà popolare.
Gli 11 partigiani della Bolognina caduti in battaglia o fucilati
dai nazifascisti nel 1944 non morirono invano.
Il loro sacrificio ci ha lasciato un mondo migliore.
Nel loro ricordo salutiamo la liberazione dal nazifascismo,
la democrazia e la Costituzione della Repubblica italiana,
sicuro baluardo di page e di progresso in Europa e nel mondo.

L’A.N.P.I. Bolognina, il Comitato Antifascista, Il Quartiere Navile ed il Comune di Bologna posero nel 65° anniversario. 15 novembre 2009.

Questo è il testo di quella storica e riguardante la «Battaglia della Bolognina»:

In questa piazza il 15 novembre 1944 ebbe luogo la battaglia della Bolognina
fra forze partigiane e invasori nazisti e fascisti
Cittadino che passi
se alzi lo sguardo vedi il fabbricato al civico 5
ove caddero 6 giovani patrioti
combattendo per l’indipendenza della patria
offrirono la vita per la nostra attuale libertà.
A loro va il nostro perenne ringraziamento
a cinquant’anni da quel giorno il ricordo accomuna
tutti i caduti civili, deportati, militari
che per la guerra e le barbarie persero la vita
Questo sia monito di pace e di solidarietà fra i popoli

15 novembre 1994
nel 50° anniversario della battaglia
Comune di Bologna Quartiere Navile
Comitato Unitario Antifascista della Bolognina

Entrambe le lapidi sono state posate con la firma del Comune di Bologna, il Quartiere Navile e il Comitato Antifascista, mentre solo la seconda porta quella dell’A.N.P.I. Bolognina. Risulta comprensibile, per questo motivo, che abbia un legame con quanto accaduto nel 1944. Tuttavia, pur essendo citati in entrambi i partigiani e la Battaglia della Bolognina, la prima lapide del 1994 è stata installata per commemorare esclusivamente il fatto storico avvenuto nel 1944, mentre la seconda del 2009 riguarda principalmente il Partito Comunista e la svolta di Achille Occhetto annunciata il 12 novembre 1989, collegando ad essa altri eventi storici inclusa la Battaglia della Bolognina.

La «Svolta» ignorata da alcuni e ricordata da altri

Non è la prima volta che si associa la lapide del 2009 esclusivamente alla Battaglia. BolognaToday in un articolo del 2016 aveva descritto la lapide in quanto «ricordo degli 11 partigiani della Bolognina caduti in battaglia o fucilati dai nazifascisti nel 1944». Non viene citato in alcun modo la svolta di Occhetto e del Partito Comunista.

L'atto vandalico contro la lapide in Bolognina non è contro la Resistenza foto 3

Secondo Virginio Merola, sindaco di Bologna, la lapide vandalizzata di recente sarebbe dedicata alla Battaglia della Bolognina:

Ancora una volta danneggiata la lapide di piazza dell’Unità dedicata alla battaglia della Bolognina.
All’idiozia di chi distrugge sapremo sempre rispondere con l’intelligenza di chi ricostruisce.
Il #25aprile ci ha insegnato anche questo.

L'atto vandalico contro la lapide in Bolognina non è contro la Resistenza foto 4

Chi invece evidenzia con fermezza la «Svolta» e Achille Occhetto è Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, con il seguente tweet che riporta una parte del comunicato pubblicato sul sito del partito:

«Non sappiamo chi sia stato, ma di certo non piangeremo per la targa di Occhetto imbrattata alla Bolognina. Un monumento al revisionismo/svolta che ha portato a cancellare il PCI fino a ritrovarci Renzi. La sinistra di oggi, che ha tradito i lavoratori è figlia di quella scelta»

L'atto vandalico contro la lapide in Bolognina non è contro la Resistenza foto 5

Ecco il seguito del comunicato con le dichiarazioni di Rizzo:

Una falce e martello disegnata su quell’orribile targa la rende decisamente più bella. Non se ne vorranno i partigiani che dietro quel simbolo lottarono per la liberazione dell’Italia. Non è una targa per la Resistenza, ma una targa che cita strumentalmente il ricordo dei partigiani legandolo a un evento storico, la svolta della Bolognina, che è stato il tradimento anche dei loro ideali

Conclusioni

Visto quanto riportato qui sopra:

  • entrambe le lapidi citano i partigiani e la Battaglia della Bolognina;
  • le lapidi trattano due eventi distinti, dove la prima riguarda esclusivamente la «Battaglia della Bolognina» e la seconda la «Svolta della Bolognina» in cui il primo evento viene legato a quello di un partito;
  • risulta che l’atto vandalico, ignobile in ogni caso, non abbia un movente contrario al tema della Resistenza e della lotta contro il nazifascismo, quanto piuttosto un movente politico contro la scelta di Achille Occhetto e quanto accaduto di seguito al Partito Comunista.

 

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