Inps: più di un milione di domande per il reddito di cittadinanza

Un sussidio a trazione meridionale: in cima alle regioni con il maggior numero di richieste spuntano  la Campania, con oltre 172 mila richieste, seguita dalla Sicilia con oltre 161 mila domande

Le domande per il reddito di cittadinanza, il sussidio approvato dal Governo a dicembre 2018 con la legge di bilancio, al 30 aprile avevano superato quota 1 milione. A dirlo è l’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), in una nota in cui ha stilato anche una classifica delle regioni che hanno registrato il maggior numero di richieste: al primo posto la Campania, con oltre 172 mila richieste, seguita dalla Sicilia con oltre 161 mila domande. 

Quasi la metà invece la richieste pervenute nel Lazio (93.048), in Lombardia (90.296) e in Puglia (90.008). In fondo alla classifica il Friuli Venezia Giulia e la Basilicata con circa 12 mila richieste e ancora più in fondo il Trentino Alto Adige (3.695) e Val d’Aosta (1.333). Si registrano aumenti in tutte le regioni rispetto a marzo, quando a tre settimane dall’attuazione del decreto, il totale nazionale era di oltre 700 mila.

Secondo quanto era stato comunicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali le prime cinque regioni per numero di richieste erano la Lombardia (31.309), la Campania (28.897), la Sicilia (23.863), il Piemonte (20.982) e il Lazio (20.741). Ora Lombardia, Piemonte e Lazio slittano in fondo. In quell’occasione era emerso che nella provincia di Napoli erano state presentate più richieste che in tutta la Lombardia.

Introdotto con l’intenzione di «abolire la povertà» come aveva dichiarato Luigi Di Maio in seguito alla sua approvazione lo scorso 28 settembre, il reddito di cittadinanza non è una quota mensile fissa ma un sussidio che varia a seconda dei requisiti del singolo. Non esistono scadenze mensili per la presentazione delle domande, ma alle Poste e ai Caf vanno consegnate nei primi 5 giorni del mese. È l’Inps a gestire le richieste e a comunicare la risposta a partire dal giorno 15 del mese successivo.

Leggi anche: