Spunta una seconda consulenza al socio di Fontana. Nuovo guaio per il governatore?

Fnm, società controllata dalla Regione Lombardia, ha affidato un incarico da 8mila euro a Luca Marsico, socio nello studio legale del governatore ed ex consigliere regionale lombardo. Fontana è già indagato per abuso d’ufficio per un altro incarico affidato al suo socio dalla Regione

[AGGIORNAMENTO:Da quanto si è saputo, gli inquirenti hanno cominciato anche gli accertamenti su una consulenza da 8 mila euro data sempre a Marsico da Fnm]

Una consulenza da 11mila 500 euro l'anno, più 185 euro a seduta. Èil 24 ottobre 2018 quando Luca Marsico, socio dello studio legale del governatore lombardo Attilio Fontana ed ex consigliere regionale, ottiene l'incarico dalla giunta regionale lombarda. Per questa consulenza, il presidente della Lombardia è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di abuso d'ufficio perché – dicono i magistrati – potrebbe aver violato il canone di imparzialità previsto dalla legge scegliendo un suo socio tra i 60 candidati che avevano risposto all'avviso pubblico.

Quello assegnato dalla Regione non è l'unico incarico ottenuto da Marsico da quando Fontana è diventato presidente: secondo fonti di Open, a settembre del 2018, Marsico ha ottenuto una consulenza da Ferrovie Nord Milano, la società che gestisce i trasporti ferroviari in Lombardia e che è partecipata a maggioranza proprio dalla Regione. La consulenza – ironia della sorte – gli è stata assegnata dall' internal audit di Fnm, l'ufficio che ha il compito di verificare la regolarità delle procedure, compresa l'eventuale presenza di conflitti di interesse.

Marsico ha percepito finora un pagamento di 8mila euro per la «revisione delle procedure di internal audit». La nota di richiesta della consulenza è firmata dal dirigente Dario Della Ragione (che è anche consigliere di amministrazione di Trenord), nominato dall'attuale presidente di Fnm, Andrea Gibelli, dopo lo scandalo spese pazze che aveva portato alle dimissioni dell'ex presidente Achille e allo spostamento ad altro incarico di Andrea Franzoso, il controllore che le aveva scoperte e denunciate.Contattata da Open per un commento sulla consulenza, Fnm si è rifiutata di confermarne l'esistenza "per ragioni di riservatezza".

«Io ho due problemi: uno è Luca Marsico»

Sono due, quindi, gli incarichi affidati a Marsico che potrebbero mettere nei guai il governatore Fontana, anche se le eventuali pressioni del presidente per farglieli ottenere sono tutte da dimostrare. Certo è – e questo lo raccontano le carte dell'inchiesta che ha portato in carcere imprenditori ed esponenti di Forza Italia – che Fontana voleva risolvere la "grana Marsico", rimasto senza incarichi pubblici dopo la mancata rielezione alle elezioni di marzo 2018.

A silurarlo era stato Gioacchino Caianiello, peso massimo di Forza Italia in Lombardia, arrestato nell'ambito dell'inchiesta per corruzione. Fontana e Caianiello parlano più volte di Marsico. In una di queste, Caianiello propone al governatore uno "scambio", che i pm inquadrano come istigazione alla corruzione: «Coniughiamo l'utile al dilettevole – gli dice Caianiello, che racconta la conversazione a un suo interlocutore – io ti propongo Giuseppe come direttore generale qua (nell'azienda Afol, ndr) e da qui partono le consulenze per questo poveretto del tuo socio (Marsico, ndr) che non sa come arrivare a fine mese. E io ti ho risolto il problema».

Fontana rifiuta l'offerta ed è proprio per questo che i magistrati lo considerano parte offesa. Ma il governatore potrebbe aver cercato altre strade per sistemare il suo socio, ed è su questo ora che si sta concentrando l'attenzione degli inquirenti.

«2600 euro al mese per portare in giro la pubblicità»

In Lombardia sono due le aziende che si occupano di trasporti ferroviari: una è Fnm, l'altra è Trenord (controllata proprio da Fnm e Trenitalia). Entrambe hanno un "Marsico" tra le proprie file. Tra i consulenti di Fnm c'è Luca, tra i dipendenti di Trenord c'è il fratello Marco, impiegato della direzione comunicazione. Marco Marsico si occupa di "brand managing", ma secondo Caianiello, che si vanta, come si legge nelle carte, di averlo fatto assumere «porta in giro la pubblicità. Oggi – dice Caianiello – prende 2.600 euro netti al mese. E i dirigenti si sono incazzati».

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