Assange, i magistrati svedesi riaprono l’inchiesta per stupro

di OPEN

Le autorità della Svezia avranno tempo fino al prossimo anno per perseguire il caso. Probabilmente l’attivista australiano si troverà a breve schiacciato tra due richieste di estradizione: quella svedese e quella degli USA

Le cose per Julian Assange, co-fondatore di WIkiLeaks, continuano a mettersi male. Oggi 13 maggio i pubblici ministeri svedesi hanno deciso diriaprire l’inchiesta riguardoun’accusa di stupro contro il co-fondatore di WikiLeaks, Julian Assange. A chiedere la riapertura del caso è stataunatra le presunte vittime di abusi:dopo l’arresto di Assangea Londra il mese scorso, le autorità competenti della Svezia hanno preso in considerazione l’opzione.

Nel 2010, due attiviste svedesi note ai media come Miss A e Miss W, hanno denunciato separatamente l’attivista australiano per averle forzate ad avere rapporti sessuali senza preservativo. Assange ha sempre affermato che entrambi i rapporti fossero stati consenzienti dall’inizio alla fine, sostenendo che le due fossero mosse da motivi politici.

Le accuse di Miss A sono cadute a seguito di varie limitazioni, mentre quelle di Miss Q resteranno valide fino al 2020. Secondo la legge svedese, dunque, i pm hanno tempo fino al prossimo anno per perseguire il caso.

Fu proprio in occasione del processo per le accuse di stupro che il fondatore di WikiLeaks si rifugiò nell’ambasciata dell’Ecuador londinese nel 2012, per evitare il processo e l’eventuale estradizione. L’Ecuador ha protetto l’attivista per sette anni fino a che, a aprile del 2019, ha deciso di ritirargli il diritto d’asilo.

Il Tribunale di Londra lo ha condannato il primo maggio 2019 a 50 settimane per le violazioni delle condizioni delle libertà su cauzione messe in atto con quel gesto. Con la riapertura dell’inchiestaè probabile che si sollevi la questione di quale richiesta di estradizione debba avere la precedenza, tra quella della Svezia e quella degli Stati Uniti, che lo accusano di presunta pirateria informatica ai danni del Governo.

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