Aspettando le Europee / Quali cariche Ue saranno rinnovate nel 2019?

di OPEN

Il 2019 promette di essere un anno decisivo per l’Unione europea. Sono diverse le cariche importanti che verranno rinnovate nel corso dell’anno, a partire dalla presidenza della Commissione europea, attualmente in mano a Jean-Claude Juncker. Nuovo speciale di Open per le europee

Le elezioni europee saranno determinanti non soltanto per quanto riguarda la composizione del Parlamento europeo, ma anche per la nomina di alcune tra le più alte cariche delle istituzioni che sono a fine mandato. Prima fra tutte, la presidenza della Commissione europea: il nuovo reggente dovrà, in un modo o nell'altro, rispecchiare la composizione del Parlamento. Lo stesso vale per il presidente del Parlamento europeo, eletto con il contributo dei deputati ogni due anni e mezzo. Ma il nuovo Parlamento potrà incidere, in via indiretta, anche nella nomina del nuovo presidente del Consiglio europeo e della Banca centrale.

Il presidente della Commissione Europea

Il mandato di Jean-Claude Juncker - in passato Primo ministro del Lussemburgo – come presidente della Commissione europea, scadrà entro la fine dell'anno, a cinque anni dal suo inizio nel novembre del 2014. Una presidenza che si è distinta per il forte carattere di Juncker, manifestatosi nei momenti di crisi, come durante la Brexit o il bail-out della Grecia, nelle rivalità - molto pubbliche – con alcuni politici come Matteo Salvini e per le uscite, a volte goffe, che hanno alimentato le voci sul suo abuso di alcool.

Nel 2014 Juncker fu eletto con un metodo noto con un nome tedesco: Spitzenkandidaten (ovvero «candidati di punta»). Secondo questo processo il presidente della Commissione viene scelto dal partito europeo che ha ottenuto il maggior numero di voti alle elezioni, nel suo caso, il Partito popolare europeo di centrodestra. Si tratta di un metodo controverso però, visto che la procedura ufficiale, così come è descritta sul sito dell'Unione europea, prevede che il candidato sia presentato dai leader nazionali del Consiglio europeo, non dai partiti. Anche se il Consiglio europeo dovrebbe comunque tenere conto del risultato delle elezioni.

Quest'anno i papabili come Spitzenkandidaten comprendono: Manfred Weber (Partito Popolare europeo), Frans Timmermans (Partito del Socialismo Europeo), Guy Verhofstadt e Margrethe Vestager del gruppo Alde (Alleanza dei Liberali e dei Democratici d'Europa), Ska Keller e Bas Eickhout (Verdi europei), Oriol Junqueras (Alleanza Libera Europea), Jan Zahradil dei Conservatori e Riformisti Europei) e Violeta Tomič e Nico Cué (Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica -Gue/Ngl). Alcuni di loro – Weber, Zahradil, Timmermans, Vestager, Cué e Keller - si confronteranno oggi, 15 maggio, in un dibattito al parlamento europeo.

Per il momento i maggiori gruppi euroscettici, come l'Alleanza europea dei popoli e delle nazioni, non hanno presentato i propri candidati.

Secondo gli ultimi sondaggi è probabile che il nuovo presidente delle Commissione provenga dal Ppe, la formazione destinata, per il momento, a essere il primo partito nell'Europarlamento. Tra i candidati alla Presidenza legati ai partiti italiani ci sono oltre a Manfred Weber (Forza Italia fa parte del Ppe insieme ad altri partiti minori come il Südtiroler Volkspartei) anche Frans Timmermans (Pd e Psi), Jan Zahradil (Fratelli d'Italia, Direzione Italia), i candidati verdi Ska Keller e Bas Eickhout (Federazione dei Verdi, Verdi del Sudtirolo), Violeta Tomič e Nico Cué (La Sinistra).

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Ansa |Margrethe Vestager, attualmente Commissario europeo per la concorrenza, tra gli spitzenkandidaten

Altre cariche

La presidenza della Commissione europea non è l'unica alta carica Ue che dovrà essere rinnovata entro la fine del 2019. Sono due gli italiani che si avvicinano a fine mandato, Mario Draghi, in qualità di Presidente della Banca centrale europea e Antonio Tajani, attualmente Presidente del Parlamento Ue. Il Presidente del parlamento ha un ruolo simile a quello del presidente della Camera in Italia. Ha il compito, come dice il nome stesso, di presiedere all'attività parlamentare, ma anche di rappresentare l'Ue e nello specifico il parlamento europeo nel mondo. Viene eletto ogni due anni e mezzo dal Parlamento europeo. Tajani ha iniziato il suo mandato nel gennaio del 2017. Nell'ultimo periodo è stato al centro di una controversia per via di alcune sue affermazioni sul ventennio fascista e sulle foibe.

Nel caso di Mario Draghi invece l'incarico, durato otto anni, è destinato a scadere a fine ottobre 2019. Il Consiglio europeo – costituito dai capi di Stato o di governo dei paesi dell'Ue, dal presidente del Consiglio europeo e dal presidente della Commissione europea – sarà chiamato a votare per un nuovo presidente che si occuperà di gestire l'euro, mantenere stabili i prezzi e guidare la politica monetaria dell'Ue. Draghi ha giocato un ruolo fondamentale nel periodo successivo alla crisi economica iniziata nel 2008 attraverso la politica di quantitative easing, o alleggerimento quantitativo, rifocillando le casse degli Stati membri e delle banche attraverso l'acquisto di titoli di Stato e di altro tipo.

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Ansa |Donald Tusk, attualmente Presidente del Consiglio europeo

L'ultima tra le più importanti cariche Ue che verrà rinnovata quest'anno è quella del Presidente del Consiglio europeo, attualmente in mano all'ex presidente polacco Donald Tusk. Anche in questo caso il Presidente viene eletto a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo ma per un mandato di due anni e mezzo, come nel caso del presidente del Parlamento. Il ruolo è molto importante: il Presidente ha la responsabilità di coordinare l'attività del Consiglio ed è il principale rappresentante dell'Unione europea nelle sue relazioni esterne.