Trump nella terra della Brexit: tutti i nemici del Presidente

La visita del Presidente Usa nel Regno Unito metterà a dura prova l’unità dell’establishment politico britannico, già diviso dalla Brexit

Il presidente Usa Donald Trump, arrivato in visita ufficiale nel Regno Unito, è già stato fonte di divisioni nell’establishment politico britannico alla ricerche di conferme – sopratutto da parte di potenti alleati – nell’era incerta della Brexit.

Prima ancora di imbarcarsi sull’Air Force One, Trump ha voluto elogiare sia Nigel Farage, da poco vincitore nelle elezioni europee con il suo Brexit Party, sia Boris Johnson, tra i vari papabili alla testa del partito conservatore e del Governo britannico, in sostituzione di Theresa May, la quale dovrebbe dimettersi a fine settimana dalla prima carica e, a breve, anche dalla seconda.

Prima ancora di partire Trump aveva già collezionato una serie di scontri, sia con la sposa del Principe Harry, Meghan Markle, avendola definita «cattiva» in un’intervista registrata e in seguito anche con il sindaco di Londra, Sadiq Khan, reo di averlo criticato a sua volta, definendolo uno «stolto» e un «perdente».

L’ultima volta che Donald Trump visitò il Regno Unito in vesti ufficiali, nel luglio del 2018, fu accolto da migliaia di manifestanti e da un palloncino che lo ritraeva come un neonato, con tanto di pannolino, le cui immagini fecero successivamente il giro del mondo.

Il Presidente americano volle comunque ribadire, in conferenza stampa con Theresa May, il rapporto «molto speciale» che legava il Regno Unito e gli Stati Uniti, riservando delle parole di elogio anche per i rivali politici di May, come Boris Johnson, allora ministero degli Esteri, e Nigel Farage, eroe della Brexit e suo personale amico.

Il presidente americano visterà prima Buckingham Palace per un banchetto con la Regina Elisabetta, l’incontro con Theresa May dovrebbe avere luogo domani a 10 Downing Street. Ma anche in questo caso sono previste manifestazioni e proteste da parte di migliaia di cittadini, intenti a ostacolare l’incontro con May, nonostante i divieti della polizia. Ma con l’incoraggiamento del Sindaco di Londra, uno dei nemici del Presidente.

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