L’Ue ci bacchetta, il premier Conte prende in mano la trattativa (e silenzia Salvini e Di Maio)

Il capo politico M5S oggi al convegno di Confcommercio, mentre il leader leghista annulla la sua partecipazione al convegno degli industriali. Intanto Conte continua a non escludere le sue dimissioni

La data cerchiata nel calendario è il 9 luglio: i ministri economici degli Stati dell’Ue si riuniranno per decidere sulla proposta avanzata dalla Commissione europea di avviare una procedura di infrazione (per debito eccessivo) nei confronti dell’Italia.

A trattare con Bruxelles sarà il presidente del Consiglio Conte, come già era successo dopo l’approvazione della manovra economica. Il premier sembra avere “intascato” dai due vice-premier la loro promessa ad abbassare i toni in questa fase così delicata.

Ma il presidente del Consiglio continua a non escludere le dimissioni qualora dai due vice-premier non arrivassero «fatti concreti» come già aveva detto all’inizio della settimana. Sulle pagine del Corriere afferma di non sciogliere la riserva sull’eventualità di rimettere l’incarico e lo fa citando Ungaretti: «Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie».

L’incontro tra Di Maio e Salvini?

Se Luigi Di Maio aveva accusato il governo Pd «per i debiti fatti tra il 2017 e il 2018», Matteo Salvini aveva puntato l’attenzione «sulle regole europee da cambiare». Viste le tensioni delle ultime settimane, le reazioni dei due leader politici alla bocciatura da parte della Commissione Ue potevano avere decibel ben più alti.

Toni bassi visto che l’ipotesi di una manovra bis – che tutti negano nel Governo – potrebbe scatenare davvero la fine dell’esecutivo Conte. I due vice-premier si dovevano vedere il 6 giugno, entrambi invitati al convegno di Confcommercio a Roma: poteva essere la prima occasione di incrociarsi dopo il ricevimento al Quirinale. Il capo politico M5S ha confermato la partecipazione, mentre il leader leghista non ci andrà. Per Salvini poi «basta una telefonata per parlarsi nel 2019», non serve insomma incontrare subito Luigi Di Maio di persona.

La nota di Palazzo Chigi

In attesa della risposta ufficiale dell’Italia alla Commissione Ue, il presidente del Consiglio Conte ha però divulgato una nota (piena di particolari) su quello che il governo ha intenzione di fare per evitare la procedura di infrazione. Bruxelles ha chiesto nel 2020 una riduzione della spesa pubblica dello 0,1%.

Il premier ha anche ricordato che l’esecutivo gialloverde ha già «presentato una serie di giustificazioni (i cosiddetti fattori rilevanti) per il mancato rispetto della riduzione del rapporto debito/PIL nel 2018». Lo schema della nota di Palazzo Chigi è stato concordato con il ministro dell’Economia Tria. Dopo le “giustificazioni’, sono arrivate le previsioni: «Sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, la minore spesa ragionevolmente risulterà pari ad un ulteriore 0,07 percento del PIL e l’indebitamento netto si attesterebbe al 2,1 per cento del PIL».

Conte ha assicurato, poi, che non ci saranno tagli a Quota 100 e Reddito di cittadinanza: «Non è assolutamente all’ordine del giorno. Lavoriamo con il Mef perché si prefigurano dei risparmi di spesa visto che alcune somme erano state un po’ sovradimensionate». Dal Vietnam, per ora, è tutto.