Il Cocoricò chiude per fallimento. Addio alla discoteca che ha segnato un’epoca

Aveva aperto nel 1989, diventando il simbolo della vita notturna e aggiudicandosi il soprannome di “Mecca della musica dance”

Chiude dopo trent’anni di attività il Cocoricò, storica discoteca romagnola che aprì i battenti nel 1989, a Riccione, e che, insieme alle albe sulla riviera adriatica e alla piramide di cristallo – simbolo imprescindibile-, rivoluzionava il panorama del dancefloor italiano.

Il tribunale di Rimini ha dichiarato il fallimento della società che gestisce il locale lo scorso 4 giugno. Già all’inizio dell’anno la guardia di finanza aveva sequestrato alla società beni per 800mila euro a causa di mancate dichiarazioni fiscali risalenti al 2015 e 2016.

Negli ultimi anni si è parlato del Cocoricò per i fatti di cronaca che lo hanno coinvolto e che hanno causato una battuta d’arresto alla discoteca: nel 2015 un ragazzo di 16 anni ha perso la vita al suo interno per overdose a stupefacenti. In seguito a quella vicenda, il locale era rimasto chiuso per quattro mesi su ordine del questore di Rimini.

Iniziatore dello stile di vita da clubber dell’elettroinca, il Cocoricò si è imposto da subito come tempio della musica techno fin dagli anni Novanta. Si è poi guadagnato la fama col passare del tempo, aggiudicandosi il soprannome di “Mecca della musica dance”.

La rivista DJ Magazine nel 2015 lo ha inserito nella lista dei Top 100 clubs: si collocava al primo posto tra le discoteche italiane e al 16º posto tra quelle di tutto il mondo.

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