Sarri parla già da juventino, colpo al cuore dei napoletani: «Sono nella squadra più importante d’Italia»

«Ho vissuto tre anni in cui mi svegliavo la mattina con il pensiero di sconfiggere la Juventus. Adesso la mia professionalità mi porterà a dare tutto per questa società»

«Sono arrivato nella squadra più importante d’Italia». Inizia con una consapevolezza, chiara e forte, l’avventura di Maurizio Sarri alla Juventus. Sostituirà Massimiliano Allegri, vincitore di 5 scudetti consecutivi, due finali di Champions League e quattro Coppe Italia.

È stato ufficializzato il 16 giugno il trasferimento dell’ex allenatore di Napoli e Chelsea, squadra con la quale aveva appena vinto l’Europa League battendo in finale l’Arsenal 4-1. «Il Chelsea ha meno storia della Juventus, lo ritengo un ulteriore passo in avanti di una carriera lunga, in cui sono partito dalle categorie più basse», ha subito chiarito Sarri.

Nei pensieri dei napoletani

E sull’esperienza al Napoli dice: «Ho vissuto tre anni in cui mi svegliavo la mattina con il pensiero di sconfiggere la Juventus. Il mio dovere morale e professionale era battere i bianconeri. Ho dato il massimo al Napoli ma non ci siamo riusciti. Ma è chiaro che era una rivalità sportiva. La mia professionalità mi porterà a dare tutto per questa società».

Con la Juventus ha siglato un triennale di cui ancora non si conoscono i dettagli: i media inglesi parlano di un versamento al Chelsea di 5,6 milioni di euro per riportare in Italia il tecnico 60enne, nato a Napoli ma cresciuto in Toscana.

Ma i suoi anni da allenatore alla corte di Aurelio De Laurentis hanno ancora degli strascichi tra tifosi e commentatori di calcio. Non sono pochi i napoletani che hanno dato a Sarri l’appellativo di traditore. A Napoli sono già comparse le statuette del presepe con la sua faccia e i 30 denari di Giuda.

Maurizio Sarri come Giuda riprodotto nella bottega di San Gregorio Armeno a Napoli da Genny Di Virgilio

«Il giocatore che vive in un ambiente particolare fa dichiarazioni per convivere bene in quell’ambiente. Non entro nel merito di quello che hanno detto alcuni giocatori del Napoli, anche perché i messaggi personali ricevuti da loro smentirebbero tutto», ha detto però Sarri a chi gli ha chiesto del rapporto col suo precedente club italiano.

Non si abdica al “sarrismo”

Il tecnico si è fatto conoscere anche per il bel calcio, tanto che la Treccani ha coniato il sostantivo “sarrismo”: «La concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva; per estensione, l’interpretazione della personalità di Sarri come espressione sanguigna dell’anima popolare della città di Napoli e del suo tifo».

E il nuovo allenatore ha chiarito che non vuole rinunciare a quel tipo di Gioco: «Ho vinto poco, o perlomeno in categorie molto più basse. Ma l’obiettivo di divertirsi in campo non è antitetico alla vittoria. Se ci si diverte, si diverte il pubblico e si acquista quell’entusiasmo collettivo che è benzina per andare a fare i risultati».

Il più forte del mondo

Durante la conferenza stampa dal Club Agnelli dell’Allianz Stadium, Sarri ha dedicato parole speciali per la stella della Juventus, Cr7: «Nel corso degli ultimi anni mi sono trovato ad allenare giocatori molto forti. Qui, con Cristiano Ronaldo, sono arrivato all’emozione di allenare il top a livello mondiale».

Il primo approccio con i giocatori

Sulle prime impressioni di questi primi due giorni a Torino, Sarri ha detto: «I club sono fatti da persone. Come primo approccio mi è piaciuto vedere molto uniti i giocatori di questo team. Il sentimento affettivo è la cosa che ti porta a fare quell’1% in più rispetto agli altri. Mi sono bastate un paio di cene con i ragazzi per capire che sono un gruppo compatto, molto forte dal punto di vista della mentalità. E questo mi è piaciuto molto».

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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