Perché la senatrice Nugnes ha lasciato il M5s: «Cosa ha fatto traboccare il vaso»

Andrà tra gli indipendenti, annuncia. L’attacco del leader grillino: «Se si vuole tradire una promessa, bisognerebbe dimettersi non passare al misto»

«Se non riuscite a stare insieme, meglio dividervi subito», postava solo qualche ora fa, la senatrice dissidente del Movimento 5 Stelle Paola Nugnes sul suo profilo Facebook. Oggi, domenica 23 giugno, la notizia, riportata da il manifesto: Paola Nugnes lascia il Movimento 5 Stelle. Dopo più di dieci anni.

«Al giro di boa di un anno di governo devo constatare che qualsiasi critica costruttiva è diventata impossibile», dice Nugnes secondo quanto riportato da il manifesto. «Ogni aspetto della vita del Movimento, dentro e fuori dal parlamento, è sottoposto alla volontà del capo politico e per questo, dopo più di dieci anni, lascio i 5 Stelle». Andrà tra gli indipendenti, annuncia. E «se non riuscirò a incidere darò le dimissioni. È giusto rimanere a lottare anche per bloccare le ipotesi di riforma dello stesso parlamento».

La risposta di Di Maio

La risposta del leader dei 5 Stelle Luigi Di Maio non si fa attendere: è a tutto tondo e arriva via Facebook. «Leggo che la senatrice Paola Nugnes vuole lasciare il MoVimento 5 Selle (così nel testo, ndr) anche perché reputa la legge che taglia 345 parlamentari, una legge anti democratica. Se si vuole tradire una promessa, bisognerebbe dimettersi non passare al misto», scrive Di Maio.

Il MoVimento 5 Stelle sta governando da un anno la settima potenza mondiale e la seconda forza manifatturiera d’Europa:…

Posted by Luigi Di Maio on Sunday, June 23, 2019

Il capo politico dei 5 Stelle difende il suo ruolo dalle critiche della senatrice dissidente. «Il mio ruolo non è per niente semplice», prosegue Di Maio. «Ogni volta che sono riuscito a far approvare una proposta di legge che poi, una volta Legge, ci ha riempito di orgoglio, ho dovuto fare un accordo di maggioranza ad un vertice di maggioranza. Mi sono seduto al tavolo per ore e per notti intere ed ho contrattato ogni punto, visto che non abbiamo mai avuto una maggioranza autonoma. Ho fatto solo il mio dovere, ma questo non vuole dire che sia stato semplice».

Non manca, nelle parole di Di Maio, un messaggio per l’alleato di governo Matteo Salvini. «Destabilizzare il Governo in questo momento in cui il Presidente del Consiglio sta portando avanti una trattativa difficilissima con l’Unione Europea è da incoscienti. E questo lo dico sia al Movimento che alla Lega».

Ritorno alle origini

In mattinata Nugnes posta una foto del 2017: lei accanto all’attuale presidente della Camera Roberto Fico. Nugnes infatti viene dall’esperienza dei meetup partenopei, condivisa proprio con Fico. Una rottura nell’aria da tempo: Paola Nugnes è stata deferita ai probiviri del Movimento 5 Stelle a novembre scorso per non avere votato la fiducia sul decreto sicurezza, insieme a Gregorio De Falco, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura. A dicembre, il M5S ha poi espulso De Falco, Saverio De Bonis, e gli europarlamentari Giulia Moi e Marco Valli per reiterate violazioni allo statuto.

Foto Paola Nugnes/Facebook
Foto Paola Nugnes/Facebook

Nugnes ha, recentemente, criticato in maniera esplicita la gestione del post-voto e la relativa sconfitta grillina alle ultime elezioni, europee e amministrative. E ha chiesto una nuova fase costituente: «Richiesta archiviata attraverso il plebiscito a favore di Luigi Di Maio sulla piattaforma Rousseau. Uno strumento che serve solo a ratificare decisioni già prese. Ho una lunga storia politica, ho avuto il tempo di elaborare il mio distacco, ma i parlamentari che sono entrati per la prima volta in questa legislatura sono in fortissima sofferenza. Avevo chiesto di discutere una carta dei principi, hanno preferito la delega in bianco a Luigi Di Maio».

«…Persino il decreto Sicurezza bis»

Insomma: «Non posso rimanere in un Movimento che vota pure il decreto Sicurezza bis, un insieme di norme che, dall’ordine pubblico ai migranti, disegna una società che mai mi sarei augurata di vedere».

Sulle stringenti clausole del contratto che tutti i parlamentari sottoscrivono e relative penali, la senatrice assicura: «Ho fatto tutti i passi necessari perché avvenga in modo indolore – spiega Nugnes -, dall’altro lato ho ricevuto solo silenzio. Se il mio modo di agire è stato interpretato come una debolezza, sappiano che combatterò. Ci sono diverse sentenze avverse al Movimento. Nel passaggio dallo statuto del 2009 a quello del 2017 non sono stati chiari con noi e il tribunale di Genova ha stabilito che gli statuti sono in conflitto. Ce ne siamo accorti in ritardo, ci fidavamo. Del resto, tutti i problemi derivano dalla torsione imposta nel 2017, con la delega in bianco al capo politico. Inclusa la perdita di 6 milioni di voti nell’abbraccio con la Lega».

Le ragioni dello strappo

Il motivo che ha spinto la senatrice Nugnes a rompere in modo definitivo con il M5s sarebbe il mancato impegno dei vertici grillini sul tema dell'”acqua pubblica”, cavallo di battaglia sin dalle origini dei Cinque Stelle. La senatrice ha provato quindi ad allontanare ogni sospetto su interessi più personali. La sua reazione è arrivata infatti quando è tornato attuale il dibattito sulla riduzione del numero dei parlamentari. Un provvedimento che di certo di non fa piacere ai parlamentari che considerano più a rischio la propria rielezione alle prossime Politiche.

In copertina Luigi Di Maio, a sinistra, e la senatrice M5s, Paola Nugnes. Ansa

Leggi anche: