L’Ad Whirlpool: «A Napoli perdiamo, non bastano gli incentivi di Di Maio»

Il manager conferma le sue parole all’incontro di ieri al Mise («Napoli non chiuderà»), ma detta le condizioni dell’azienda

Dopo lo scontro e il tentativo d’intesa fra il ministro del Lavoro e i vertici di Whirlpool, arrivano dall’azienda le condizioni perché lo stabilimento napoletano possa continuare a produrre e, conseguentemente, non licenziare. In un’intervista al quotidiano Il Mattino Luigi La Morgia, amministratore delegato in Italia della multinazionale del “bianco” dichiara: «Apprezziamo lo sforzo del ministro Di Maio, ma non credo che da soli gli incentivi di natura finanziaria siano sufficienti per riportare il sito di via Argine alla sostenibilità» e ribadisce che «solo un nuovo progetto e un nuovo prodotto salvano tutti i posti».

A proposito delle contestazioni avvenute sotto il ministero dello Sviluppo economico La Morgia commenta: «Non mi sono accorto delle proteste. Ma io li capisco, li rispetto: dal 31 maggio si sono trovati davanti informazioni contradditorie. Io sono stato il direttore di quello stabilimento, so quanto sono professionali e posso assicurare loro che troveremo una soluzione».

Alla domanda se sia vero che l’azienda potrebbe restare a Napoli, l’ad risponde: «Noi, come abbiamo fatto all’incontro di ieri, abbiamo sempre detto che la fabbrica di via Argine non chiude, che ci muoviamo su due pilastri: non ci disimpegniamo e garantiremo la continuità produttiva. All’ultimo incontro abbiamo aggiunto che siamo pronti a valutare tutte le possibilità e abbiamo chiesto e ottenuto dal ministro Di Maio di aprire una discussione di merito. Lui – continua La Murgia – ci ha messo a disposizione anche i suoi tecnici».

La chiusura dello stabilimento sembra però essere più lontana rispetto a qualche settimana fa e le parti sembrano andare verso un accordo. Chiarisce ancora infatti La Murgia a Il Mattino: «Abbiamo risposto a una specifica domanda sulla nostra presenza futura a Napoli – aggiunge – spiegando che siamo pronti a valutare tutte le opzioni, per assicurare l’occupazione al sito di Napoli. E ci sono tante possibilità: i sindacati hanno parlato di defiscalizzazione, il ministro Di Maio di supporto. Ma prima dobbiamo iniziare a discutere nel merito delle cose».

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