Procedura di infrazione, Conte: «Siamo sereni, abbiamo fatto il nostro»

Il presidente del Consiglio sostiene di preferire un giudizio immediato, smentendo i retroscena sulla maggiore tenuta di governo in caso di giudizio a ottobre

Domani il presidente del Consiglio sarà a Bruxelles a discutere delle nomine europee, ma è dal G20 di Osaka che Conte ha lanciato un messaggio sulla possibile procedura di infrazione: «Siamo sereni». Anche se ufficialmente ha negato che in Giappone ci siano stati incontri su questo tema ci sono stati confronti, insieme al ministro dell’economia Tria, con i leader europei presenti al G20 e soprattutto con l’attuale presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

«Dovremmo evitare la procedura perché i nostri conti sono in ordine
perché riusciamo a contenere l’andamento al 2,1% e il flusso di cassa è superiore alle attese. Noi non chiediamo sconti» ha detto in conferenza stampa il premier Conte, ribadendo la volontà italiana di cambiare le regole europee con la nuova legislatura che sta per partire.

L’ipotesi rinvio della procedura di infrazione

Secondo alcuni articoli sui quotidiani, l’Europa potrebbe proporre uno slittamento del giudizio sulla procedura di infrazione a ottobre. Il presidente del Consiglio ha detto di preferire un giudizio rapido: «Non spero di ottenere un differimento della procedura di infrazione».

Nel consiglio dei Ministri del 1 giugno si discuterà dell’assestamento di bilancio, dopo il rinvio della scorsa settimana. Se martedì l’Italia dovesse ricevere il via libera dei governi Ue sulla procedura di infrazione, che dovrà essere confermata il 9 luglio all’Ecofin, il governo avrà dai tre ai sei mesi per mettersi in regola con le raccomandazioni dell’Ue.

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