Il prof accusato di negare l’Olocausto: «Balle per nascondere i voti cattivi. Sono comunista»

I suoi studenti smentiscono: «Ha detto una serie di assurdità: dalle piscine nei lager per gli ebrei alle offese a Primo Levi definendolo testa di ca**o e cogl**ne»

«Adesso basta! Non sono di sinistra, sono comunista. Che ero fascista, a scuola, l’ho saputo per ultimo!», queste le parole di Gino Giannetti, professore di un liceo artistico di Palermo, indagato dalla Digos poiché avrebbe detto ai suoi alunni che nei lager nazisti ci sarebbero state delle piscine per far divertire gli ebrei. Li avrebbe persino invitati a iscriversi a Forza Nuova.

Accuse che il docente respinge in toto: «Che si decidessero una buona volta a dire se li ho invitati a votare CasaPound, come riportato nella denuncia, o Forza Nuova, come riportato in un articolo».

Escluso dalle commissioni per la maturità

Su Facebook è un fiume in piena il prof. Giannetti, docente di discipline plastiche, che intanto è stato escluso dalle commissioni per la Maturità 2019: «Sono sotto pressione da mesi e quando pensavo che la “soddisfazione” di avermi visto esonerato dagli esami potesse bastare mi è arrivata quest’altra tegola in testa».

«Sono comunista, non conosco nessuno di Forza Nuova»

E ci tiene a ribadire di non essere di destra: «Sfido chiunque a dimostrare che io conosca, anche solo di sfuggita, anche un solo rappresentante di Forza Nuova, a Palermo in particolare. Poi allora potranno anche avere un minimo di credibilità le alunne che mi hanno denunciato».

A denunciarlo alla polizia, infatti, è stato il preside dell’Istituto allertato dagli studenti. Il dirigente ha segnalato il professore all’ufficio scolastico regionale che ha avviato un procedimento disciplinare.

ADESSO BASTA! Mi pento amaramente di non aver sollevato un casino da subito. Per rispetto del lavoro dei miei colleghi….

Posted by Gino Giannetti on Saturday, June 29, 2019

La denuncia degli studenti

La denuncia dei suoi allievi sarebbe corroborata da alcune prove: nei mesi scorsi, il professore avrebbe inviato a una studentessa alcuni link con foto e video che negano la Shoah, correndo un grave pericolo: dal 2016 il negazionismo è un reato punito con pene che vanno dai 2 ai 6 anni di reclusione.

Inoltre. alcuni studenti hanno scritto al quotidiano La Repubblica per esprimere la loro indignazione: «Il docente ha detto una serie di assurdità quali: piscine nei lager per il divertimento degli ebrei e offese a Primo Levi definendolo testa di ca**o e cogl**ne».

Stando a quanto riferiscono, già in passato avrebbe usato un «linguaggio scurrile tra le mura scolastiche»: «L’insegnante ha espresso svariate volte di fronte agli allievi le sue opinioni riguardo al nazismo e allo sterminio del popolo ebraico».

«Nessun indottrinamento»

Non si fa attendere, sempre via social, la replica del professore: «I miei studenti sono stati invitati a vedere il film “L’Onda” (dove un insegnante, grazie a un esperimento sociale, vuole dimostrare alla sua classe come nascono le strutture sociali autoritarie, ndr) o a leggere “Maus” (romanzo a fumetti incentro sull’Olocausto, ndr). Tra le tante cose. Per farli ragionare, non indottrinare. Sono stato ingenuo a non pensare che tutto mi sarebbe stato rigirato contro per dei voti negativi? Non me ne vergogno affatto».

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