Sbarcano i migranti a Lampedusa. Il capitano della Alex: «Qualche agente, di nascosto, mi ha ringraziato»

«Uno di loro si è anche messo a piangere mentre controllava i nostri documenti», ha detto Tommaso Stella, capitano della barca a vela di Mediterranea

«Cosa mi mancherà di questi giorni? Sicuramente il sorriso di Jasmine, la bambina di due anni della Costa d’Avorio che continuava a venire a giocare con noi, nel quadrato di comando». Tommaso Stella, comandante del veliero Alex della Ong Mediterranea Saving Humans, ha portato sulle rive di Lampedusa 56 migranti soccorsi a largo della Tunisia il 4 luglio. Ora è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

E non dimenticherà «quando una delle donne incinta è stata visitata dai medici e ha visto dall’ecografo che il feto era vivo». In un’intervista al Corriere della Sera e a La Repubblica, racconta le ore vissute sul veliero insieme all’equipaggio e ai naufraghi. Skipper di mestiere, ha lavorato con il velista Giovanni Soldini. Che in questi giorni gli ha scritto: «Sono con te».

Stella fa parte del gruppo di skipper che gestiscono la Alex, la barca a vela d’emergenza che Mediterranea usa ora che la sua Mare Jonio è ferma al porto sotto sequestro. «Gli ultimi due giorni sono stati molto complessi», ha spiegato. «È proprio come quando uno fa l’esame di maturità, prima di presentarti davanti ai professori ti fai tutte le paranoie del mondo, ma al momento buono ti senti stranamente sereno».

La solidarietà delle forze dell’ordine

Un’altra cosa che Stella si ricorderà di questi giorni in mare è «lo sguardo straordinario, densissimo di tutti gli uomini di mare che ho incrociato a bordo delle motovedette delle forze dell’ordine».

Secondo il capitano della Alex, l’equipaggio della Ong e le forze dell’ordine non appartenevano a due fazioni diverse. «Non penso proprio che le cose si possano ridurre a questo (a stare da due parti diverse della barricata, ndr)», ha spiegato. «Anzi. Devo dire che mi sono riconosciuto moltissimo in quasi tutti quelli che ho incontrato. Alla fine sono certo che tutti loro – o quasi – avrebbero voluto essere con me».

«Uno si è anche messo a piangere mentre controllava i nostri documenti», ha detto Stella. «Un altro mi ha ringraziato, di nascosto. Credo che se avessero potuto sarebbero rimasti a bordo con me, a fare esattamente quello che stavo facendo io».

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