Vertice Ue sui migranti, il piano di Italia e Malta: «Accordi con Paesi terzi e redistribuzioni obbligatorie»

Italia e Malta chiedono di rivedere il principio per cui i migranti debbano essere trasportati nel porto più vicino. Francia e Germania non sono d’accordo

Che quella di Helsinki sarebbe stata una riunione complicata lo si è capito già prima dell’inizio della riunione dei ministri dell’Interno della Ue, quando il tedesco Horst Seehofer ha lanciato una battutina a Matteo Salvini: «Matteo, stai già twittando che siamo cattivi con voi?». Intanto Malta e Italia hanno elaborato un piano congiunto, ufficioso e riservato, che prevede un sistema di redistribuzione dei migranti.

Lo scontro sui porti di approdo

Una battuta, ma anche un prologo dello scontro che sarebbe avvenuto poco dopo tra l’Italia e la piccola Malta da una parte, contrarie al principio che impone alle ong di sbarcare i migranti nel porto più vicino, e Francia e Germania dall’altra, che sarebbero favorevoli a mantenere lo status quo, previsto per altro da norme sul soccorso marittimo, come la Convenzione di Amburgo.

Per trovare un’intesa – fanno sapere fonti del Viminale – ci sarà bisogno di altre riunioni perché le posizioni sono ancora molto distanti: dopo un primo confronto con i tecnici, i ministri hanno parlato a tu per tu per provare ad avvicinare le posizioni. Il prossimo vertice straordinario si terrà a Malta a settembre.

Il tema ong e la stretta sulle espulsioni

I ministri dell’Interno Ue hanno affrontato anche un altro tema spinoso, quello delle ong che – ha detto Salvini – non possono sostituirsi agli Stati. Il ministro dell’Interno ha chiesto norme più severe e ha proposto di rafforzare l’impegno per prevenire le partenze e aumentare le espulsioni, stilando una lista di Paesi sicuri che consentano delle riammissioni automatiche.

Più solidarietà tra Stati

Il commissario europeo per le Migrazioni e gli Affari interni ha detto che «la nostra priorità è combattere le reti di trafficanti e fermare arrivi e partenze irregolari. Oggi – ha spiegato – farò appello agli stati membri affinché dimostrino più solidarietà. Non possiamo continuare così in futuro, affrontando caso per caso la situazione nel Mediterraneo».

Il documento congiunto

«Bisogna lavorare per attuare accordi di sbarco (e centri) con i Paesi terzi. È un punto cruciale che potrebbe contribuire a risolvere i conflitti a livello Ue in termini di solidarietà e ridistribuzione». Si legge nel documento, ufficioso e riservato, preparato da Malta e Italia per la riunione di Helsinki, come riporta l’agenzia di stampa Ansa.

Sempre nel documento si legge che si sta «immaginando» un sistema che «preveda misure di ridistribuzione obbligatorie». «Obiettivo che può essere garantito se gli accordi o le intese sulle linee di cui sopra funzionano bene. Una volta stabiliti gli accordi di sbarco e i relativi centri in paesi terzi, le misure di solidarietà potrebbero essere più facili da attuare», si legge.

Secondo Malta e Italia bisogna pensare a un sistema che «fornisca canali di ingresso sicuri e legali nell’Ue. Questo sistema strutturato risponderebbe alle esigenze delle persone bisognose di protezione internazionale». «In tal senso, dobbiamo pensare a un ruolo più attivo per l’Unione europea, che dovrebbe essere in grado di agire direttamente sul territorio di Stati terzi vicini ai Paesi di origine per selezionare, in collaborazione con l’Unhcr, persone bisognose di protezione che devono essere reinsediate nei diversi Stati membri».

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