Scontro Taverna-Boschi, l’ultimo attacco della grillina: «Da ottobre mi chiami dottoressa, oggi vicepresidente»

La vicepresidente del Senato rilancia: «Io non mi preoccuperei di mio cugino piuttosto penserei a suo padre»

Continua il botta e risposta via social fra la vicepresidente del Senato del Movimento 5 Stelle e l’ex ministra del Partito Democratico Maria Elena Boschi. Lo scambio di battute era proseguito su Twitter per tutta la giornata di ieri: al centro della querelle le qualifiche professionali e i titoli di studio delle due politiche.

Taverna torna all’attacco di Boschi dichiarando di aver superato il suo ultimo esame universitario: «Oggi ho preso il mio ultimo 30 a Sociologia dei fenomeni politici – scrive – Se vuole da ottobre può chiamarmi Dottoressa in Scienze Politiche. Ad oggi per lei sono il Vicepresidente del Senato.
Io non mi preoccuperei di mio cugino piuttosto penserei a suo #padre. Ad maiora!»

Ma come era nata l’accesa discussione? Boschi aveva accusato il governo gialloverde di non occuparsi della denuncia dell’ad di Fincantieri Bono, che vorrebbe assumere 6.000 operai qualificati, ma non trova chi sia disposto a svolgere lavori manuali come il saldatore: invece l’esecutivo, secondo Boschi, ha varato una misura assistenziale come il reddito di cittadinanza.

Taverna aveva replicato ricordando il taglio dei parlamentari voluto del Movimento 5 Stelle e aveva invitato per questo Boschi a inviare una propria candidatura come saldatrice a Fincantieri, alludendo all’ipotesi che non potesse essere rieletta alle prossime consultazioni politiche. E Boschi, ancora, aveva ricordato alla vicepresidente del Senato di essere un avvocato e quindi di avere una professione oltre la politica, facendo intendere che la stessa cosa non si potesse dire di Taverna.

Poi, i riferimenti ai parenti. Se Boschi aveva tirato in ballo il cugino di Taverna e la questione vaccini, con evidentemente riferimento a una frase di qualche anno fa della senatrice a proposito dei vaccini: «Da piccoli facevamo la processione a casa del cugino malato per contagiarci». Altrettanto chiara è l’allusione di Taverna al padre di Maria Elena Boschi, coinvolto nelle vicende relative al crack di Banca Etruria.

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