Di Maio lancia il “Team del Futuro”: 12 facilitatori e un’organizzazione che sembra un partito

Avranno un mandato di tre anni con un “recall” a metà percorso e saranno affiancati da un team di esperti e di portavoce dai territori

Luigi Di Maio lancia la nuova organizzazione, da tempo annunciata, del Movimento 5 Stelle. Ci sarà una squadra di dodici “facilitatori”, come anticipato nei giorni scorsi, che si occuperà dei principali temi politici: non saranno “decisori”, sottolinea il vicepremier, e verranno eletti attraverso la piattaforma Rousseau.


Con questa struttura il M5S sembra abbandonare la natura movimentista delle origini e andare verso un’organizzazione più simile a quella di un vero e proprio partito politico. Ciascuno dei 12 coordinatori «si occuperà di progettare, organizzare il futuro del M5S nei prossimi 10 e 20 anni», scrive Di Maio sul Blog delle stelle, lanciando quindi un progetto di lungo termine che non si occuperà solo dell’organizzazione nazionale, ma anche di quella a livello europeo e locale.

Spiega il ministro del Lavoro: «Se ci pensate il Movimento 5 Stelle sarà al governo per i prossimi quattro anni. Poi spero che possa essere al governo più tempo possibile. Saremo al governo di 50 comuni nei prossimi 5-6 anni 7 anni. Saremo in 19 regioni su 20 nei prossimi anni con i nostri consiglieri regionali. Saremo all’Europarlamento per i prossimi 5. Ma il nostro progetto di Paese è a venti anni».

I temi di cui si occuperanno i facilitatori sono:

  • ambiente
  • economia
  • giustizia e affari istituzionali
  • imprese
  • agricoltura
  • lavoro e famiglia
  • sanità
  • innovazione
  • scuola
  • sicurezza
  • trasporti e infrastrutture
  • esteri

Questo nuovo corso pentastellato avrà una vera e propria struttura capillare. Ogni facilitatore, infatti, avrà un team alle spalle che sarà composto da cinque esperti «che si siano occupati di questa materia e l’abbiamo portata avanti negli anni, nella loro carriera, nella loro professione», e saranno coadiuvati da tre portavoce: uno regionale, uno comunale e uno nazionale.

Il mandato del facilitatore durerà quanto quello del capo politico, cioè tre anni. Ma a metà mandato saranno sottoposti a un “recall”, per vedere «se hanno portato a casa o stanno portando a casa quei risultati che hanno messo nel progetto, gli obiettivi che hanno messo nel progetto, se stanno lavorando in team, se stanno coordinando le parti del Movimento, se stanno rendendo il Movimento più efficace e più efficiente per risolvere i problemi degli italiani».

I facilitatori, chiamati dal vicepremier anche “portavoce”, interessante ribaltamento visto che in passato con quel termine venivano designati i parlamentari. Le deleghe saranno affidate dal capo politico Luigi Di Maio e poi i nominativi verranno sottoposti a un voto sulla piattaforma Rousseau. “Il team del futuro” contribuirà a scrivere una «carta del futuro» che verrà presentata a ottobre durante la kermesse Italia a 5 Stelle.

«Una carta del futuro che ci consentirà – scrive Di Maio – di fissare i nuovi obiettivi da qui a 20 anni per l’Italia e poi una parte di questi obiettivi saranno affidati al ministro del Movimento 5 Stelle, un’altra parte ai sindaci, un’altra parte ai consiglieri comunali, un’altra parte ai consiglieri regionali, agli europarlamentari, ai municipali, ai gruppi locali perché tutti – continua di Maio – insieme possiamo concorrere a realizzare questi obiettivi non bisogna avere necessariamente un ruolo, una carica per cambiare questo Paese, ci abbiamo sempre creduto e ce la faremo».

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