Nomine Ue, Salvini attacca M5s: «Preferisce poltrone, come si fa a votare con Renzi e Macron?»

I voti dei 5 stelle sono stati fondamentali per far eleggere la politica tedesca. La Lega dice di non aver gradito e si presenta come l’unica vera forza anti-europeista

In serata con un post su Facebook Matteo Salvini torna ad alimentare la polemica sulla nomina di Ursula von der Leyen: «Poteva essere la volta buona per un cambiamento storico dell’Europa, qualcuno ha preferito la poltrona. La nostra coerenza non è in vendita, come non lo sono gli interessi degli italiani. Chi parla sempre di democrazia e trasparenza dovrebbe avere anche dignità: ma come si fa a votare con Renzi, Merkel e Macron per qualche poltrona in Europa? Io non cambio idea, #primagliItaliani».

‼️Poteva essere la volta buona per un cambiamento storico dell’Europa, qualcuno ha preferito la poltrona.La nostra…

Posted by Matteo Salvini on Wednesday, July 17, 2019

Il messaggio è chiaro: i voti dei 5 stelle, che hanno permesso alla politica tedesca di diventare la nuova Presidente della Commissione europea con una maggioranza di appena nove voti, sono la prova provante che la Lega è l’unico vero partito della maggioranza ad essere euroscettico e anti-establishment. Quindi fedele agli impegni presi in campagna elettorale, indipendentemente dalla ‘vecchia politica’.

In giornata il Movimento, che dopo il voto aveva rivendicato la sua centralità e l’approccio costruttivo mostrato in parlamento, aveva risposto alle critiche della Lega, che in un comunicato stampa il 16 luglio aveva definito il sostengo a von der Leyen un «errore gravissimo», sostengo che si trattava di un semplice tatticismo politico.

Non soltanto questo: la Lega avrebbe addirittura ingannato gli alleati di Governo, facendo finta, fino all’ultimo, di voler sostenere la politica tedesca – in cambio di garanzie per la nomina di un italiano a Commissario europeo – in modo tale da poter successivamente prendere le distanze e, in un solo colpo, scrollarsi di dosso ogni responsabilità rispetto al futuro della Presidenza (e quindi eventuali errori o delusioni), ma anche ottenere un credito in patria per non essersi ‘compromessi’.

Il nodo della nomina di un Commissario europeo rimane per il momento irrisolto. Una trattativa che adesso spetterà al premier Giuseppe Conte il quale però ha aperto all’ipotesi che le trattative possano essere stata compromesse dal voto della Lega.

Il Carroccio fa sapere che sulla nomina non mollerà di un centimetro anche se ormai calano l’ipotesi di Giancarlo Giorgetti o Giulia Bongiorno come possibili commissari. Con un possibile veto della Lega alla nomina del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il futuro commissario potrebbe essere un nome nuovo, che non è stato fatto finora. Sempre che von der Leyen sia disposta ad accettare un candidato proposto da chi le ha votato contro.

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