Chi è Sonia Schellino: la nuova vicesindaca di Torino che ha preso il posto di Montanari, silurato da Appendino

Ha lavorato a lungo nel terzo settore, ma anche in ricerca, istruzione e «attività di utilità sociale». Non lascerà la delega alle Politiche Sociali

L’amministrazione di Torino prova a ricomporre i cocci e a ripartire, dopo la crisi dei giorni scorsi all’interno del Movimento 5 Stelle e la revoca delle deleghe, da parte della sindaca Chiara Appendino, al vicesindaco Guido Montanari, sollevato dal suo incarico per le frasi infelici rivolte al Salone dell’Auto di Torino. «Fosse stato per me – aveva detto Montanari – il Salone non ci sarebbe mai stato. All’ultima edizione ho sperato che arrivasse la grandine e se lo portasse via. Sono stato io a mandare i vigili per multare gli organizzatori».

Frasi che hanno pesato probabilmente nella decisione degli organizzatori di spostare l’evento a Milano. Il «clima di dialogo» si ricostituisce con un confronto con la maggioranza pentastellata, che amministra il capoluogo, e la «condivisione» del nome di chi ora prende il posto di Montanari: Sonia Schellino. «Ci lasciamo alle spalle quello che è accaduto, abbiamo fatto passi avanti importanti. Lunedì riprendiamo. È stato un confronto sereno, si è ricostituito un clima di dialogo», assicura Appendino.

Chi è la nuova vicesindaca

53 anni, già assessora alle Politiche Sociali – ruolo che non lascerà – Sonia Schellino prende il posto di Guido Montanari. «Sceglieremo insieme il nuovo assessore all’Urbanistica, ma per questo ci prenderemo qualche giorno in più, rimandando a lunedì il dialogo sugli aspetti politici sui temi che risultano essere ancora oggi divisivi», dice ancora Chiara Appendino.

Come riporta il suo profilo sul sito del Turin Islamic Economic Forum, Schellino è laureata in Economia e Commercio e in Scienze Politiche. Per 20 anni, dal 1996 al 2016, ha lavorato nel terzo settore, prima alla Fondazione Agnelli e poi alla Compagnia di San Paolo, dopo alcune esperienze precedenti di consulenza alle imprese e nell’ambito della formazione.

«Ha maturato esperienze sia nel campo della ricerca documentaria ed empirica in tema di fondazioni e di terzo settore, sia in quello della selezione, valutazione e del monitoraggio di progetti inerenti alle aree ricerca, istruzione e attività di utilità sociale», si legge ancora nel cv di Schellino.

«Ha sviluppato progetti per la promozione della cultura della donazione e della responsabilità sociale, con particolare riferimento alla progettazione di fondazioni di comunità e alla costruzione di strumenti per indirizzare capitali privati verso cause di pubblica utilità».

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