Orlandi, migliaia di ossa negli ossari in Vaticano. La sorella: «Esperienze molto forti: potrebbe esserci Emanuela»

Si sono concluse le operazioni nell’ossario del cimitero Teutonico

All’uscita dal cimitero Teutonico in Vaticano, Giorgio Portera ha detto di aver trovato più ossa di quanto non si aspettassero. Portera è il genetista della famiglia Orlandi, impegnato oggi 20 luglio, insieme a una squadra di analisti, nell’analisi morfologica dei reperti contenuti negli ossari del Campo Santo.

Per capire la lunga matinata dei periti, bisogna fare un piccolo passo indietro: qualche mese fa la famiglia di Emanuela Orlandi ricevette una segnalazione anonima secondo la quale le spoglie della ragazza potevano trovarsi all’interno delle tombe appartenenti alle principesse Sophie von Hohenlohe (morta nel 1836) e Carlotta Federica di Mecklemburg (deceduta nel 1840).

Ansa | La tomba dell’Angelo

All’apertura della “tomba dell’Angelo”, però, avvenuta dieci giorni fa, i periti non hanno trovato nulla: né i resti di Emanuela, né le ossa delle due donne. Nell’ipotesi che le spoglie delle due ragazze potessero essere state spostate nell’ossario vicino durante i lavori di ampliamento del cimitero (tra gli anni Sessanta e Settanta), il Promotore della Giustizia aveva dato il permesso per avviare le operazioni di controllo.

Dalle 9 di mattina del 20 luglio, così, il professore Giovanni Arcudi e il suo staff hanno portato alla luce tutte le ossa presenti. Non decine, non centinaia: migliaia di ossa di adulti e bambini, tutte da analizzare per capire se ci sia almeno traccia delle spoglie delle due principesse.

«Ora bisognerà datare le ossa e capire se sono reperti di qualche decina di anni o di centinaia di anni fa – ha detto Portera – Il caso è ancora assolutamente aperto. Dobbiamo capire che lo stato di conservazione di ossa cambia a seconda della fossa in cui sono state custodite in queste decine o centinaia di anni, ma un accertamento strumentale riuscirà a dare una smentita o una conferma su quello che uno poi si aspetta». «Certo – ha aggiunto – più sono le ossa più è complicato l’accertamento».

«Aspettiamo e vediamo cosa succede – ha detto Federica Orlandi, sorella di Emanuela – finché non abbiamo i risultati delle ossa…”. Uscendo dal cimitero Teutonico e con tono provato ammette «sono esperienze molto forti. Perché pensando che potrebbero esserci le ossa di mia sorella… Però non ci pensiamo fino a che non abbiamo i risultati». A chi le chiede se continuerà a ricercare la verità, risponde «ovviamente sì».

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