Autonomie, Conte scrive una lettera per il Nord e fa arrabbiare anche i siciliani. Zaia-Fontana: «Ci ha feriti»

«Basta con gli insulti, serve rispetto, ed è ingeneroso sostenere che il governo è poco attento alle richieste delle Regioni», è il succo della missiva del premier

«Per me l’Autonomia non è una bandiera regionale da sventolare, ma una riforma che farà bene a voi e all’Italia intera». Continua la saga sulla riforme delle autonomie, con una nuova pagina rappresentata dalla lettera aperta di stamane del premier Giuseppe Conte pubblicata sull’edizione del 21 luglio del Corriere della Sera.

Il presidente del Consiglio si rivolge direttamente ai cittadini di Lombardia e Veneto, perché ritiene «doveroso» un chiarimento. Anche a fronte delle dichiarazioni critiche non solo di esponenti di spicco della maggioranza, ma anche degli stessi governatori Luca Zaia e Attilio Fontana, cui oggi va ad aggiungersi la voce del neo presidente del Piemonte, Alberto Cirio.

«Basta insulti»

«Basta con gli insulti, serve rispetto, ed è ingeneroso sostenere che il governo è poco attento alle richieste delle Regioni», è il succo delle parole del premier. L’autonomia, dice, «non è una bandiera regionale da sventolare», ma una riforma che «farà bene all’Italia intera». Il presidente del Consiglio si dice pronto a incontrare i governatori anche prima di portare la bozza finale in Consiglio dei ministri.

A quel momento, infatti, per Conte «manca poco». La bozza, assicura, è attesa a breve in Consiglio dei ministri: «Sulle autonomie siamo ai passaggi finali», assicura Giuseppe Conte. Che racconta di aver preso personalmente il coordinamento di questi ultimi incontri per sciogliere i nodi politici.

Conte esorta a posticipare il giudizio sulla riforma – in una fase così delicata – alla versione finale che verrà approvata in Cdm. «Reputo a dir poco ingeneroso sostenere che siamo poco attenti. Le vostre richieste stanno a cuore anche a noi. Come pure ci sta a cuore la sorte dei restanti 45 milioni di cittadini italiani».

La replica di Musumeci: «C’è bisogno di tutte le Regioni»

Il presidente della Regione Sicialia, Nello Musumeci, non è rimasto soddisfatto dalle parole che Giuseppe Conte ha affidato al Corriere della Sera: «Chiedo formalmente, fin da subito, di procedere alla convocazione di tutte le Regioni italiane. E trattandosi di un deliberato del Consiglio dei ministri che incide sugli interessi della Regione Siciliana, voglio sperare che si proceda a integrare il governo con la presenza dell’unico presidente di Regione legittimato dal proprio Statuto a partecipare ai lavori».

Musumeci è stato eletto presidente della Regione Sicilia nel novembre 2017 con una colazione di centro-destra. A indignarlo è stato soprattutto il fatto che Conte nella sua lettera si sia rivolto solo a lombardi e veneti: «Ho letto sul Corriere la lettera agli ‘italiani del nord’ (e solo a loro!!!), con cui il premier Conte si dice pronto a portare nel prossimo Consiglio dei ministri il testo della riforma sull’autonomia differenziata».

E ancora: «Ritiene Conte che sia sensato andare verso un testo che raggiunge il duplice effetto di scontentare i richiedenti ed essere totalmente sconosciuto agli altri?».

Zaia e Fontana: «Feriti dalle parole di Conte»

Se l’intento delle parole di Conte era quello di calmare le acque con le amministrazioni regionali di Lombardia e Veneto, non si può dire che l’obiettivo sia stato esattamente centrato. Non solo ha alzato la voce il presidente della Regione Sicilia, ma hanno risposto anche Luca Zaia e Attilio Fontana.

In una lettera aperta, pubblicata sui siti delle rispettive regioni, scrivono: «Ci sentiamo tutti profondamente feriti quando leggiamo le Sue esternazioni, Presidente Conte, soprattutto dopo colloqui diretti durante i quali abbiamo più volte sottolineato che non si chiedono più risorse, ma semplicemente la possibilità di spendere in autonomia quelle che ci sono già assegnate».

Quello che vogliono entrambi infatti è un’autonomia più netta di quella che sembra suggerire Conte nella sua lettera al Corriere della Sera: «Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai». I due governatori rassicurano anche chi teme che queste proposte riportino alla luce vecchi slogan cari alla Lega: «Nessuno vuole aggredire l’unita’ nazionale, nessuno vuole secessioni».

Conte: Prendo atto della lettera, toni cambiati

Molto formale la risposta che trapela da palazzo Chigi attraverso le fonti dell’agenzia stampa Ansa: «Il premier Giuseppe Conte ha preso atto della lettera dei governatori Fontana e Zaia e, soprattutto, ha registrato un cambio di toni, che prelude a una corretta interlocuzione istituzionale».

Foto copertina: Ansa | Giuseppe Conte, a destra, e Matteo Salvini.

Leggi anche: