Bomba Firenze, condannati tre anarchici. I legami con il sabotaggio ferroviario che ha tagliato in due l’Italia

I giudici hanno riqualificato il reato di tentato omicidio in quello di lesioni personali gravissime.

Il Tribunale di Firenze ha condannato i tre dei quattro anarchici coinvolti nell’esplosione dell’ordigno posizionato nella saracinesca di una libreria a Firenze all’alba del primo gennaio 2017. In quell’occasione l’esplosione di una bomba artigianale investì l’artificiere di polizia Mario Vece, intervenuto per mettere in sicurezza la zona.

I giudici hanno riqualificato il reato di “tentato omicidio” in quello di “lesioni personali gravissime” e inflitto una pena di 9 anni e 6 mesi a Pierloreto Fallanca, 9 anni 10 mesi e 15 giorni a Giovanni Ghezzi e 9 anni a Salvatore Vespertino. I tre sono stati condannati al pagamento di 70 mila euro di provvisionale in favore dell’artificiere.

I giudici hanno invece assolto per non aver commesso il fatto Nicola Almerigogna che però è stato condannato a 2 anni e 15 giorni di reclusione per «associazione a delinquere e manifestazione non preavvisata».

La lettura della sentenza era stata interrotta in un primo momento dai cori e dalle urla degli anarchici presenti in Aula. Le forze dell’ordine hanno dovuto sgomberare l’aula per permettere ai giudici di leggere la decisione.

A seguito di quell’episodio, Vece perse una mano e subì altre gravi conseguenze. Costituitosi parte civile al processo, aveva chiesto un risarcimento di 2 milioni di euro. La metà sarà destinata al Fondo assistenza per il personale della polizia di Stato.

Per la procura di Firenze, gli autori dell’attentato sono un gruppo di anarcoinsurrezionalisti, già attivi in città: la bomba era infatti destinata ai rivali di Casapound, perché l’ordigno era stato depositato in via Leonardo da Vinci, di fronte a “Il Bargello”, una libreria che orbita nella destra.

Per il tentato omicidio e le gravi lesioni dell’artificiere, ci sono 39 anarchici a giudizio. La procura aveva chiesto le loro condanne, con pene comprese tra i 10 e gli 11 anni per la batteria “operativa” che avrebbe pensato e depositato la bomba. 10 anni per Salvatore Vespertino (il cui dna è stato isolato in sede di indagine in un frammento dell’ordigno), 11 per Giovanni Ghezzi, 10 anni e mezzo per Pierloreto Fallanca e 10 anni per Nicola Almerigogna.

Gli incendi della mattinata

Nella mattina del 22 luglio, tre roghi innescati nella zona della stazione di Rovezzano a Firenze hanno immobilizzato la rete ferroviaria tra Firenze e Roma. A causa dell’incendio, risultato doloso dai primi accertamenti, la procura di Firenze ha aperto un fascicolo per danneggiamenti. Da quanto si è appreso, gli investigatori non escludono l’ipotesi di un sabotaggio ai cavi della linea ferroviaria.

Secondo gli inquirenti, il modus operandi ricorda alcune azioni di matrice anarco-insurrezionalista, e che secondo gli inquirenti è collegata all’attesa sentenza di Firenze. Già nel dicembre 2014 un analogo episodio era avvenuto proprio vicino alla zona di Rovezzano, all’ingresso della galleria San Donato destinata ai treni ad alta velocità.

Sul sito Finimondo è comparso nella mattinata del 22 luglio un testo dal titolo La strategia della lumaca. Facendo riferimento proprio al giorno della sentenza, l’autore (o gli autori) scrivono: «Sarà stato un caso? Una coincidenza? Una vile provocazione? Oppure più semplicemente e umanamente un gesto d’amore e di rabbia?». E per le strade di Firenze sono comparse scritte come «La carta è solo carta, la carta brucerà».

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Foto copertina: pagina Facebook Libreria Il Bargello