Carabiniere ucciso a Roma, il ricordo del comandante: «Aiutava i malati e i meno fortunati» – Il video

Faceva beneficienza e volontariato: cinque anni fa aveva ricevuto un encomio per aver soccorso una bimba

Mario Rega Cerciello, il carabiniere ucciso nella notte a Roma, viene descritto da chi lo conosceva bene come un uomo buono, altruista e generoso. Si era sposato un mese fa ed era appena tornato dal viaggio di nozze («aveva ancora le valigie da disfare»).

A ricordarlo, adesso, è il comandante della caserma dei Carabinieri di Piazza Farnese, Sandro Ottaviani: «Era un ragazzo d’oro, dolcissimo, sempre disponibile, che faceva beneficenza e volontariato».

Cerciello, orfano da 12 anni di papà Antonio, faceva anche il barelliere dei malati durante alcuni pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; il martedì sera, invece, andava alla stazione Termini, a Roma, «per dare da mangiare ai meno fortunati».

L’encomio cinque anni fa

Cinque anni fa – prosegue il comandante – il carabiniere ucciso aveva ottenuto un encomio poiché, libero dal servizio, al grido d’aiuto di una donna, «aveva accompagnato una bimba al “Bambin Gesù” con la sua macchina attendendo fino alle dimissioni».

Un uomo innamoratissimo di sua moglie: «Lei viveva per lui, è una tragedia», racconta un amico in lacrime. «Ancora non ci posso credere», dice un fratello della vittima mentre la moglie, davanti alla camera mortuaria, ripete: «Me l’hanno ammazzato».

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