Governo con M5s, Pd diviso. Calenda contro Renzi: «È l’ora del coraggio non dei tatticismi»

A meno di un mese dall’ultima direzione PD, Renzi apre a un dialogo con i 5 Stelle per un governo istituzionale. Ma Calenda non ci sta: «Bisogna fermare Salvini ora e farlo insieme, mobilitando il Paese»

«Governo tecnico per qualche mese, votato da Pd, M5s e Forza Italia, per fare cosa? La manovra più dura degli ultimi anni? Prendere qualche mese per fare un partito?». Interviene così su Twitter Carlo Calenda, dopo la pubblicazione dell’intervista a Matteo Renzi sul Corriere della Sera.

L’ipotesi di un governo tecnico con il Movimento 5 Stelle e la mano tesa verso i provvedimenti grillini sono prospettive che non vanno giù a chi, come Calenda, aveva presentato un ordine del giorno per l’ultima Direzione Pd all’insegna del «Mai con i 5 Stelle».

Una visione condivisa dallo stesso segretario Nicola Zingaretti e che aveva messo d’accordo la maggioranza del partito con la minoranza renziana – su tutti Maria Elena Boschi.

«Bisogna fermare Salvini ora e farlo insieme, mobilitando il Paese», ha aggiunto Calenda. «È il momento del coraggio non dei tatticismi». Nell’intervista, l’ex premier ha definito «folle» l’ipotesi di un voto anticipato, andando contro al segretario Zingaretti che si era invece detto favorevole a una accelerazione per un voto in tempi brevi.

Una posizione che fino a poche ore fa sembrava essere condivisa dallo stesso Renzi, che in un post su Facebook di qualche settimana fa aveva detto «Di Maio mi fa schifo» in relazione alle accuse che il M5s aveva mosso al Pd su Bibbiano.

«Io col partito di Bibbiano non ci voglio avere niente a che fare, col partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettroshock per venderseli, io non voglio avere nulla a che fare», diceva Di Maio meno di un mese fa.

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